Seu, morta bimba di 18 mesi in Puglia. È il secondo caso in pochi giorni

Una bimba di due anni di Corato (Bari) è morta nell’ospedale Giovanni XXIII di Bari per una infezione da Seu (Sindrome emolitico-uremica). È il secondo caso di infezione in pochi giorni in Puglia, dopo quello della piccola francese di 18 mesi in vacanza con la famiglia in Salento, ricoverata nello stesso ospedale, e il quinto caso dall’inizio dell’anno. Sull’origine dell’infezione è stata attivata la segnalazione all’Osservatorio epidemiologico regionale.
    La bimba è arrivata in ospedale nella tarda serata di ieri in gravi condizioni. È stata immediatamente sottoposta a dialisi e ricoverata nel reparto di terapia intensiva. Nella mattinata di oggi le sue condizioni sono peggiorate fino al decesso avvenuto intorno alle 15. Gli accertamenti dell’Osservatorio epidemiologico, tramite Asl e Arpa, si stanno indirizzando verso prodotti alimentari di diversa natura quali carni, frutta, verdura e prodotti lattiero caseari.

Sarà l’analisi di laboratorio effettuata sui campioni prelevati in diversi punti vendita ad individuare l’origine dell’infezione che ha ucciso la bambina di Corato. Migliorano intanto le condizioni della bimba francese di 18 mesi ricoverata domenica scorsa nell’ospedale Giovanni XXIII, sempre per infezione da Seu, dopo un soggiorno in una masseria di Copertino (Lecce).

SCHEDA/ Che cos’è la Seu?

La sindrome emolitico-uremica, abbreviata in SEU o HUS (dall’inglese Hemolytic-Uremic Syndrome) è una sindrome caratterizzata dall’associazione di manifestazioni patologiche a carico del sangue e dei reni, quali l’anemia emolitica, la trombocitopenia (anche detta piastrinopenia) e l’insufficienza renale acuta. Insieme alla porpora trombotica trombocitopenica, patologia con la quale condivide molte caratteristiche patogenetiche e le stesse lesioni microscopiche, rientra nel gruppo delle microangiopatie trombotiche.

La cosiddetta “forma tipica” della malattia, che costituisce circa il 90% dei casi, è associata ad infezioni gastrointestinali. Tra i microorganismi più frequentemente coinvolti vi sono batteri come Escherichia coli e Shigella dysenteriae, accomunati dalla capacità di provocare, tramite particolari tossine, un danno endoteliale (principalmente a livello del glomerulo) e un’attivazione piastrinica (con successivo consumo). In una minor parte dei casi (“forme atipiche”) questi effetti possono essere provocati da alterazioni congenite del complemento. Colpisce prevalentemente, ma non esclusivamente, i bambini. Nella maggior parte dei casi è preceduta da episodi di diarrea causati da un ceppo di Escherichia coli, l’enteroemorragico (O157: H7), considerati come disturbi alimentari.

La mortalità della sindrome si aggira tra il 5 e il 10% dei casi. Chi sopravvive si ristabilisce senza conseguenze; solo una piccola parte dei malati può sviluppare una malattia renale cronica. La SEU è stata definita per la prima volta come sindrome nel 1955.



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