Vini freschi e fruttati tutto l’anno. Sbarca a Foggia la “fermentazione differita”

Occorre vengano emanati quanto prima i decreti attuativi del nuovo testo unico sul vino, al fine di poter cogliere le molteplici ed interessanti opportunità di sviluppo per il comparto vitivinicolo che l’attuale quadro normativo consente. E’ quanto è emerso nel corso del convegno sulle nuove prospettive per l’enologia, organizzato da Confindustria Foggia in collaborazione con le Università di Foggia e di Udine.

Il nuovo testo unico, si è detto al convegno, è stato il frutto di un intenso e proficuo lavoro della cosiddetta “filiera istituzionale”, che ha visto Confindustria Foggia impegnata in una costante interlocuzione con Governo, Parlamento, Regioni ed altre organizzazioni di categoria. Ora questa sinergia sarà rilanciata per rendere operativo tutto il sistema delle procedure relative al settore, sia sotto il profilo degli adempimenti cui sono tenute le imprese, sia delle funzioni pubbliche di coordinamento e controllo, ma soprattutto – è stato sottolineato – per dare concreta attuazione a norme specifiche di impatto reale per l’economia dei territori e per il reddito dei produttori e dei trasformatori.
L’invito a serrare le fila per aver disponibili quanto prima i decreti attuativi del testo unico è stato oggetto degli interventi di Gianni Rotice, presidente di Confindustria Foggia, e di Giuseppe Moriello, delegato settore Vitivinicolo di Confindustria Foggia. Sulla questione si è quindi registrata la pronta disponibilità a proseguire il lavoro di squadra da parte di Leonardo Di Gioia, assessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia e coordinatore degli assessori Regionali all’Agricoltura, e di Colomba Mongiello, della Commissione Agricoltura della Camera e vice presidente della commissione parlamentare per la lotta alla contraffazione.

I due autorevoli rappresentanti istituzionali – che hanno ricevuto il plauso di Confindustria Foggia per l’azione svolta – hanno quindi assunto l’impegno di tenere vivo il confronto con le categorie e di rafforzare l’azione politica presso il ministero competente, con l’obiettivo di assicurare in tempi rapidi agli operatori del settore quei punti di riferimento indispensabili al conseguimento di nuove opportunità, in modo particolare per i vini comuni che rappresentano la gran parte della produzione e dell’export vinicolo. Al riguardo si è parlato della fermentazione differita, una tecnica finalmente consentita anche in Italia, in grado di assicurare tutto l’anno al mercato vini freschi e fruttati. La fermentazione differita – ripresa negli interventi di Agostino Sevi, direttore del dipartimento Safe dell’Università di Foggia e dai docenti Franco Battistutta dell’Università di Udine e Giuseppe Spano dell’Università di Foggia – consente infatti una migliore gestione sia del periodo vendemmiale, sia dell’offerta in relazione alla domanda.

In altri termini la fermentazione differita assicura una migliore pianificazione e gestione dell’ intera filiera, con l’ottimizzazione degli aspetti energetici ed ambientali, come pure un sensibile miglioramento della qualità dei prodotti e quindi della competitività. All’incontro hanno partecipato numerose aziende vinicole pugliesi e romagnole che hanno avuto modo di approfondire anche gli aspetti legati alle nuove prospettive di mercato che il testo unico apre ai derivati dell’uva da tavola, nell’ambito di un articolato normativo che chiama tutta la filiera ad un salto di qualità culturale. Il testo unico, infatti, apre finalmente la possibilità di indirizzare i mosti ottenuti dalle uve da tavola alla produzione di succhi d’uva e zucchero d’uva, consentendo la loro trasformazione in impianti già operativi con mosti di uve da vino, i cui processi non prevedono la fermentazione.