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Home - Don Uva a Telesforo-D’Alba, ci siamo quasi. “Nostre condizioni le migliori possibili”

Don Uva a Telesforo-D’Alba, ci siamo quasi. “Nostre condizioni le migliori possibili”

Di Michele Iula
27 Gennaio 2017
in Sanità & Salute
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L’ultimo tavolo romano sul Don Uva ha consegnato una certezza: la firma dei sindacati all’accordo dovrà arrivare il prossimo 3 febbraio. Da quel momento, si potrà procedere con la cessione ufficiale delle tre strutture (Foggia, Bisceglie e Potenza) al gruppo Universo Salute. La timeline è tracciata ed ha un percorso forzato, visto che il 13 febbraio scade ogni vincolo. Il commissario straordinario, Bartolo Cozzoli, ha sottolineato come l’offerta degli imprenditori foggiani sia la migliore (non ne sono pervenute altre) e dà maggiori garanzie ai lavoratori. I sindacati hanno dimostrato la volontà di voler chiudere.

L’amministratore della società acquirente, Paolo Telesforo, è ottimista: “Qualcosa la possiamo concedere, ma i punti fermi sono quelli precisati nella procedura – ha spiegato dinanzi ad una ottantina di rappresentanti dei sindacati -. Siamo stati fermi e trasparenti, abbiamo messo sul tavolo la nostra piattaforma che dovrà essere accettata integralmente. Se dovesse farsi avanti la Regione Puglia, però, noi saremo pronti a fare un passo indietro”.

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Da sx, Telesforo e D’Alba

Sul personale è stata confermata la manleva su tutti i 1500 dipendenti. “Le nostre condizioni sono le migliori possibili – ha spiegato Telesforo -, chi non accetta si affida alla decisione del commissario straordinario che potrà propendere per il licenziamento di una parte della platea. Comprendo che può essere poco piacevole, per qualcuno, passare da 4mila a 1500 euro di stipendio – dice riferendosi alla partita dei super minimi -, ma non possiamo derogare ad alcuni parametri fermi. Del resto, abbiamo dato ampie garanzie, riconoscendo i benefici dell’articolo 18, ma questo non significa che non si può essere licenziati se non si lavora: dopo due contestazioni è il passaggio obbligatorio, anche durante i due anni del vincolo”.

Michele D’Alba, presidente della società, si è soffermato sulla “serietà e affidabilità del gruppo”: “Non ci sono più margini di trattativa ora – ha commentato -, abbiamo messo sul piatto il possibile. Qualcuno farà qualche sacrificio, tutelando tuttavia la garanzia del posto di lavoro. Quanto al futuro dopo i due anni, nessuno può anticiparlo, perché siamo sottoposti a diverse variabili, a cominciare dal tetto di spesa della Regione. Dopo i due anni ci potranno essere tagli o assunzioni, non possiamo prevederlo già oggi”.

Soddisfazione è stata espressa dai sindacati, che nel giro di 48 ore riceveranno la proposta di accordo dal commissario, alla quale potranno proporre modifiche o integrazioni prima della firma di venerdì prossimo. Per l’Usppi, rappresentata da Nicola Brescia e Massimiliano Di Fonso, “bastano le garanzie sull’occupazione, si può chiudere”. “L’incontro è andato bene – ha chiosato Luigi Giorgione della Uil -, il gruppo ha dato risposte alle nostre istanze. Si sono impegnati a fornirci anche il piano industriale e operativo dopo la firma”. Propositivo anche Giuseppe Mesto, segretario nazionale della Ugl: “Ci auguriamo che Universo Salute presenti una proposta adeguata per assicurare tutte le garanzie necessarie ai lavoratori delle sedi Casa Divina Provvidenza di Potenza, Foggia e Bisceglie (Bari), al centro della procedura di trasferimento dalla Congregazione Ancelle Divina Provvidenza in amministrazione straordinaria alla nuova società”. “Come Ugl – ha proseguito –abbiamo ribadito che è necessario garantire ai lavoratori il mantenimento di tutti i diritti acquisiti, a partire dall’anzianità di servizio, evitando inoltre l’applicazione delle norme penalizzanti del Jobs Act. Auspichiamo che le nostre proposte siano recepite e che il prossimo incontro possa essere decisivo per assicurare un futuro ai dipendenti delle strutture sanitarie coinvolte”.

Sulla stessa linea la segreteria territoriale di Foggia: “Siamo pronti a fornire tutto il nostro supporto – ha dichiarato Gabriele Taranto – unendoci al comune auspicio che la bozza di accordo riconosca i diritti dei lavoratori acquisiti, dopo anni di servizio e nel rispetto delle leggi sulla contrattazione nazionale. Siamo convinti che ogni rilancio aziendale è capace di vedere nella risorsa umana un’opportunità qualificante e un valore aggiunto, più che un costo”. L’FSI, infine, ha chiesto che “il passaggio dei dipendenti alla nuova società avvenga in continuità e senza novazione del rapporto di lavoro, ciò al fine di garantire ai lavoratori la possibilità di mantenere l’anzianità di servizio e le tutele sinora maturate”. Inoltre, sono state reclamate “rassicurazioni sui trattamenti economici previsti dalla contrattazione nazionale di riferimento e la conservazione dell’attuale sede dl lavoro non escludendo tuttavia la possibilità dl trasferimento da una sede ad un’altra a richiesta del dipendente”. Tutte istanze che potranno essere accolte, determinando così la fine di un percorso durato tre anni, durante i quali la massa debitoria dell’ente in crisi è stata ridotta da 23 a 4 milioni di euro grazie al lavoro del commissario Cozzoli.

Tags: Don UvaFoggiaRoma
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