Una “casa dei pipistrelli” al Bosco Incoronata. Questo è molto altro nel “Progetto Life+”

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Salvaguardia di habitat Il pascolo mediterraneoAl termine il Progetto Life+ Bosco Incoronata grazie all’impegno e alla collaborazione di tutti i partners beneficiari. Un progetto che ha raggiunto i suoi obiettivi illustrati stamattina in un convegno finale alla Sala Mazza del Museo Civico di Foggia. Le attività di conservazione di habitat e specie nel Parco Naturale Regionale “Bosco Incoronata” si concluderanno complessivamente il 31 dicembre prossimo, dopo ben 6 anni di attività. 

Life+ Bosco Incoronata, il cui costo complessivo è di 1.170.771 euro è stato cofinanziato dalla Comunità Europea per 585.385 euro e sostenuto da Ministero dell’Ambiente, Regione Puglia e Federparchi. Tre gli enti coinvolti: Comune di Foggia-Ente Parco Regionale del Bosco Incoronata e i beneficiari associati, Centro Studi Naturalisti Onlus e Università degli Studi di Foggia. Tre anche gli habitat selezionati, circa 200 ettari di superficie e almeno 18 le specie obiettivo del progetto che hanno beneficiato degli interventi.

Nel corso del convegno finale sono stati illustrati i risultati del progetto e le prospettive future del Parco regionale Bosco Incoronata. “Grazie alle azioni realizzate nel corso di questo periodo è stato possibile ripristinare 50 ettari di pascolo mediterraneo, installare 5 macere per i rettili, migliorare complessivamente circa 70 ettari di bosco, ripopolare il Parco con le specie di anfibi e rettili transitate presso il Centro di allevamento, posizionare 500 rifugi per i pipistrelli di bosco e realizzare una ‘casa per pipistrelli’ in una struttura non diversamente utilizzabile” – ha spiegato il direttore del Parco Bosco Incoronata, Francesco Paolo Affatato.

Partecipanti al convegno

Accanto a queste azioni concrete di conservazione, anche attività di sensibilizzazione che hanno coinvolto i cittadini tra studenti delle scuole elementari e medie, ambientalisti, funzionari pubblici, tecnici professionisti e operatori economici. Molte di queste attività si sono svolte nel corso del “Bosco Incoronata Days” lo scorso novembre, coinvolgendo un migliaio di visitatori.

Il programma Life+ rientra nell’ambito di “In Puglia 365”, la prima attuazione del Piano Strategico del Turismo in Puglia, con lo scopo di promuovere luoghi d’arte, cultura e natura per potenziare l’offerta turistica tramite la destagionalizzazione.

Il Bosco dell’Incoronata è uno dei pochissimi boschi di pianura rimasti in Italia. Rappresenta una testimonianza storica di com’era la vegetazione e il paesaggio delle nostre pianure prima che venissero trasformate in un ‘deserto agricolo’ ad opera dell’uomo.

“Un investimento culturale che tramite questi percorsi di sensibilizzazione punta ai più piccoli, questi ultimi spesso e volentieri in grado di educare i più grandi – ha detto il sindaco di Foggia, Franco Landella –. Ma i segnali di inciviltà sono ancora oggi sotto gli occhi di tutti. C’è bisogno sempre più di un cambiamento culturale e al contempo di fiducia verso chi promuove questi progetti. Dico a tutti i cittadini di non avere timore a denunciare gli atti di inciviltà che quotidianamente si verificano in città. Continuare a custodire il nostro patrimonio naturale deve essere l’unica azione che dobbiamo perseguire insieme” – ha continuato il primo cittadino.

Attraverso le attività del progetto, sono stati creati così i presupposti per far uscire il Bosco dell’Incoronata dall’isolamento ecologico e culturale attraverso una positiva integrazione dell’area Parco nel contesto territoriale del Comune di Foggia. È nato così il processo di Piano del Parco, che si propone di opporsi all’isolamento esaltando la condizione di “centralità” del Parco rispetto al sistema ecologico-ambientale del Tavoliere, così da rendere tale centro capace di ‘irradiare’ nuova naturalità diffusa in grado di permeare i sistemi territoriali limitrofi.

Un piccolo grande tesoro naturalistico alle porte di Foggia, dunque, arricchito dalle tante scoperte effettuate dai ricercatori. Grazie alle attività del progetto, infatti, sono state rilevate ben 8 specie di pipistrelli, molte delle quali hanno ricominciato a frequentare il Parco grazie ai 500 rifugi posizionati sugli alberi. Tra le altre specie di mammiferi è stato riscoperto un bellissimo scoiattolo. Cumuli di pietre hanno migliorato invece gli habitat di rettili e giovani anfibi (raganella e rospo smeraldino) che utilizzano i rifugi per la ricerca di prede. Le indagini svolte hanno confermato l’importanza del torrente Cervaro quale importante corridoio ecologico per moltissime specie, alcune anche di grandi dimensioni come il cinghiale. Mentre, le ricerche ornitologiche hanno confermato la presenza del picchio rosso maggiore, così come nelle aree coltivate prossime al bosco, della ghiandaia marina e del gruccione, due tra le specie più colorate presenti in Capitanata.