Inceneritore Marcegaglia, comitato chiede “riesamina dell’intero impianto”

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Seconda conferenza di servizi del riesame AIA sull’inceneritore ETA-Marcegaglia conclusa con ennesimo documento di opposizione tecnica depositato dal “comitato contro l’inceneritore” (è il sesto solo per questo procedimento). “Accenniamo solo ad alcune nostre rivendicazioni – spiega il presidente, Matteo Loguercio -: riesamina dell’intero impianto in tutte le sue funzionalità, relazione di riferimento (sullo stato delle matrici ambientali attuali) inidonea, dubbi sulla capacità di gestire le acque di pioggia intensa, aumento del combustibile in ingresso (da 135.000 a 147.000tonn/anno) per intervenuto ridimensionamento del potere calorifico sull’adeguamento alla normativa del combustibile solido secondario (ex CDR), taluni superamenti degli inquinanti nella media semioraria”.
Come rilevato da ARPA, la società dovrà presentare un progetto di riduzione delle emissioni odorigene, da convalidare dalla stessa agenzia di protezione ambientale. “Pare che per quest’ultimo accorgimento – aggiunge Loguercio – bisognerà aspettare ad aprile, così dichiara la società. Erano presenti, il Comune di Cerignola con il geometra Marino Russo dell’ufficio ambiente, i dirigenti ETA, ed una nutrita schiera di uditori vicini al Comitato provenienti da diverse località della provincia. Ora si aspetta che ETA ed Arpa analizzino e rispondano riguardo all’ultimo documento da noi depositato e il riesame AIA dovrebbe concludersi con il rilascio dell’autorizzazione a proseguire le attività”.
“C’è da sottolineare – continuano dal comitato – che da parte del Comune di Cerignola non erano presenti l’assessore all’ambiente, né il sindaco e nemmeno uno dei due avvocati ingaggiati dall’amministrazione per meglio opporsi all’inceneritore. In quella conferenza a noi è apparsa blanda la posizione del Comune, poiché non è stata ribadita la propria contrarietà per i noti riverberi su territorio e salute, ma si confida nell’analisi di ARPA e al controllo delle emissioni. Una posizione molto diversa dalle dichiarazioni precedenti del sindaco e di tutta l’amministrazione, perché sin dalla nascita del movimento politico la Cicogna, si è sbandierato come un assoluto il contrasto all’impianto vicino a Borgo Tressanti. È bene che gli avvocati prima ricordati – concludono -, magari insieme ad un tecnico, assolvano al compito annunciato, altrimenti anche questa causa sarà andata perduta, come l’obiettivo, non già dei Rifiuti Zero, ma nemmeno della crescita della raccolta differenziata, così roboantemente annunciata in campagna elettorale”.