Racket e minacce di morte, ammazzò un cane per denaro. Preso latitante dei Sinesi-Francavilla

questura

Pesante FrancescoRintracciato il 5 novembre scorso, all’interno di un appartamento di Foggia in zona via Lucera, Francesco Pesante, 28enne foggiano, sottrattosi alla cattura il 7 ottobre quando la polizia arrestò alcuni soggetti per i reati di tentato omicidio, tentata estorsione e porto illegale di armi comuni da sparo. Pesante è un soggetto di indubbio spessore criminale, esponente di spicco della batteria criminale foggiana dei Sinesi-Francavilla.

Alla cattura del giovane si è giunti grazie ad una serie di attività tecniche avviate nei confronti di suoi familiari e sodali, all’indomani della latitanza. Infatti il 28enne è stato raggiunto mentre era a casa di alcuni parenti. 

Il 7 ottobre, nell’ambito di un’attività coordinata dalla Procura della Repubblica di Foggia (procuratore Vincenzo Maria Bafundi), agenti della squadra mobile hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di noti pregiudicati della Società Foggiana: Rodolfo Bruno, nato a Foggia classe 1979, Antonio Salvatore, nato a Foggia classe 1991 e Alessandro Aprile, nato a Foggia nel 1984. Domiciliari, invece, per Cristian Malavolta nato a Oggiono, classe 1976 e Luigi Di Gennaro, nato a Torremaggiore, classe 1961.

Le indagini hanno avuto inizio a seguito della esplosione di vari colpi di arma da fuoco all’indirizzo di un autoparco cittadino, atto intimidatorio verificatosi il 5 settembre scorso.

In quella occasione venne ucciso il cane posto a guardia dell’autoparco. Dalle indagini è poi emerso che il 3 settembre Malavolta, Di Gennaro, Pesante ed altri due soggetti allo stato non identificati si recarono presso l’autoparco intimando ai titolari il versamento indebito della somma di 80.000 euro, sulla base di un preteso credito vantato dal padre di Malavolta, ora deceduto, ed un tempo socio in affari della vittima Vincenzo D’Angelo, uno degli uomini coinvolti dall’operazione “Double Key” nel febbraio 2015, quella sul colpo, fallito, al Banco di Napoli. Volarono minacce di morte anche per i familiari di D’Angelo.

Dopo circa un’ora, evidentemente per nulla soddisfatti della mancata accettazione della pretesa estorsiva da parte dei titolari dell’autoparco, si ripresentarono all’interno dell’autoparco Salvatore, Aprile, Bruno e Pesante. Aprile e Pesante del clan Sinesi-Francavilla, Bruno appartenente al clan rivale Moretti-Pellegrino. I quattro, fecero legare il cane da guardia poi aggredirono D’Angelo con calci e pugni alla presenza della moglie e dei figli minorenni. Malmenato anche lo zio della vittima, presente anche lui in quel momento. Infine D’Angelo riuscì a liberarsi dalle grinfie degli aggressori, anche grazie all’ausilio della moglie, rifugiandosi in casa. Non contenti, i componenti del gruppo criminale tirarono fuori le armi esplodendo alcuni colpi verso l’abitazione. Pesante, in particolare, sparò all’indirizzo delle persone presenti e del cane da guardia, un pastore tedesco rimasto morto ammazzato. Dopo alcuni minuti di intensa sparatoria, i componenti del gruppo criminale, causa presumibilmente l’esplosione ad opera del titolare della concessionaria di alcuni colpi riconducibili ad una pistola a salve, si allontanarono dall’autoparco.