Pasta con etichetta “100% grano italiano”, la proposta dei 5 Stelle. In primo piano il caso Foggia

ANSA-ARCHIVIO/ KLD
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Garantire nell’etichetta della pasta l’indicazione obbligatoria “100% grano italiano”, quando la semola è appunto derivante interamente da grano made in Italy, oppure, per gli altri casi, la dicitura alternativa “miscela di grani”. È questa la discriminante, proposta in un ordine del giorno richiesto dai deputati 5 Stelle della Commissione Agricoltura alla Camera e approvato dall’Aula di Montecitorio, con l’obiettivo, chiaramente, di tutelare sia uno dei prodotti-simbolo dell’agroalimentare nazionale sia l’acquisto consapevole ed informato dei consumatori.

Chiediamo pertanto che, come sta avvenendo con l’indicazione di origine delle materie prime usate nei prodotti lattiero-caseari – dichiara il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura – si faccia lo stesso con il grano, vista la forte crisi che da tempo investe il comparto”. Il riferimento è alle dichiarazioni del ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda in merito al possibile avvio di una sperimentazione dell’indicazione di origine obbligatoria a livello europeo nelle etichette alimentari dei prodotti lattiero-caseari. “Infine – conclude L’Abbate (M5S), che mercoledì mattina aveva partecipato al sit-in dell’associazione di produttori GranoSalus sotto la Camera di Commercio di Foggia – non possiamo che tornare a sollecitare l’avvio della Cun (Commissione Unica Nazionale) per il grano, che vede nel capoluogo dauno la sua sede naturale: da quando il mio emendamento è divenuto legge sono trascorsi oltre 14 mesi. Un tempo necessario, direi, per dare finalmente concretezza ed operatività a leggi fondamentali per il rilancio del settore primario italiano. Attendiamo fiduciosi”.





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