È povera una famiglia foggiana su cinque. Dal dramma dello sfratto agli aborti: i dati della Caritas

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“Cosa sappiamo della povertà? Analisi, storie e speranze”, è il titolo del convegno che si è tenuto ieri pomeriggio presso la Sala “Rosa del Vento” della Fondazione Banca del Monte di Foggia. L’incontro, promosso dalle Fondazioni Banca del Monte, Apulia Felix e Buon Samaritano, è stata una preziosa occasione di confronto tra tre fondazioni foggiane, per provare a definire contorni e parole chiave, per sapere chi ha fatto cosa e come.

Sono stati illustrati, sulla base dei dati Istat, i parametri della povertà, accompagnati dalle testimonianze di Maria Rosaria Bianchi, responsabile del Piano Sociale di Zona di Foggia su “La povertà in Comune”, di don Francesco Catalano, direttore della Caritas Diocesana di Foggia-Bovino sulla “Povertà in diretta dalla città di Foggia” e di Paolo Cascavilla, esperto di Politiche Sociali su “Povertà: le nuove parole”.

don Francesco Catalano
don Francesco Catalano

Quando parliamo di povertà facciamo riferimento a noi stessi e, alla gente che ci circonda, della quale spesso non ci accorgiamo e ignoriamo completamente”, spiega don Francesco Catalano. “In questi anni è cambiato il volto dei poveri, perchè mentre per lo straniero la Caritas è il primo approdo, per le famiglie italiane non è così. Molte di esse, vivono nel dramma dello sfratto. Su OpSo.web, gestito dalla Caritas Italiana, inseriamo i dati che raccogliamo di giorno in giorno. Da gennaio a settembre 2016, i dati inseriti nel portale dimostrano che l’87% di poveri sono italiani. A Foggia, purtroppo, 1 famiglia su 5 è povera“, confessa don Francesco. “Ma non è tutto. Foggia ha un triste primato per aborti a causa delle difficili situazioni economiche di molti nuclei familiari. Dipendenze, sogni per una vita diverse e più ricca, giochi e usura sono le altre cause. Pensate che quest’estate non si è liberato neanche un posto letto nel nostro centro di accoglienza, seppur siamo la chiesa con maggior posti letto in città. Da oltre un anno, abbiamo introdotto anche la figura dello psicologo, come supporto per i più deboli e scoraggiati. La povertà si vive anche nelle relazioni tra coniugi, le situazioni tra separati sono più critiche di prima perchè ora c’è la seconda famiglia da mantenere. Pensiamo anche ai figli che vivono ancora con i propri genitori, i quali percepiscono pensioni minime e chiedono aiuto alla Caritas. Vicinanza, accoglienza e ascolto sono i doveri che noi abbiamo nei confronti di queste persone”, ha concluso Catalano.

L’incontro è il primo di una serie di appuntamenti che le tre Fondazioni intendono organizzare, in sinergia, con l’obiettivo di esplorare la povertà nella città di Foggia e arrivare, con i dovuti approfondimenti, a individuare ruolo, compiti, azioni e risultati delle Istituzioni preposte, anche attraverso un lavoro di monitoraggio e di ricerca sul campo. “Sarà un percorso da fare in sinergia con la cittadinanza e un privato sociale dinamico, come quello foggiano, per comprendere quanto e perché molte persone soffrono e cosa può essere fatto di più e meglio per il territorio”, spiegano gli organizzatori e il professor Saverio Russo, presidente della Fondazione Banca del Monte.