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Home - Boss Sinesi trasferito al Don Uva, lo “zio” nega coinvolgimento nel racket del pomodoro

Boss Sinesi trasferito al Don Uva, lo “zio” nega coinvolgimento nel racket del pomodoro

Di redazione
27 Settembre 2016
in Cronaca
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Luogo dell'agguato a Sinesi
Luogo dell’agguato a Sinesi

SinesiLo “zio” Roberto Sinesi lascia gli Ospedali Riuniti e va al Don Uva per continuare il percorso riabilitativo dopo l’agguato che lo scorso 7 settembre stava per costargli la vita al rione Candelaro. Sinesi è ora ospite della clinica del Vaticano in via Lucera, dove sta svolgendo la riabilitazione respiratoria. Il boss è scampato alla morte per puro caso, salvato dai medici del nosocomio foggiano che gli hanno estratto il proiettile conficcato nel petto, a pochi centimetri dal cuore. Ma mentre Sinesi lottava tra la vita e la morte, la polizia ha eseguito l’operazione “Saturno 2”, quella riguardante il racket del pomodoro agli autotrasportatori della Princes e il traffico di droga nel capoluogo dauno. Dopo un clamoroso errore giudiziario che aveva scarcerato Sinesi, poi finito tra le grinfie di tre sicari, il gip ha rimodulato l’ordinanza di custodia cautelare e dunque il boss, appena uscito dal Don Uva, sarà trasferito in carcere.

Intanto al gip di Bari, Sinesi ha negato ogni coinvolgimento del giro di estorsioni agli autotrasportatori. Il capo del clan Sinesi-Francavilla ha riferito di conoscere solo due delle persone arrestate con lui nell’operazione: Luigi Biscotti “che è mio nipote” e Luciano Cupo, “il mio vicino di casa”. Gli altri? “Mai sentiti”. In attesa del processo e mentre vanno avanti le indagini dei carabinieri sull’agguato del 7 settembre, Sinesi resta piantonato nel Don Uva, dove lentamente sta recuperando la miglior condizione fisica.

Tags: Don UvaFoggiamafiaospedali riunitiRoberto Sinesi
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