Cara di Foggia, sbloccati lavori per la nuova recinzione. Duro il questore: “È una favela”

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Dopo che il caso è diventato nazionale, si muove qualcosa per il Cara di Borgo Mezzanone. Per la manutenzione della struttura nelle prossime settimane arriveranno dal Viminale 5 milioni e 200 mila euro da destinare alla manutenzione.
Ci vorranno dieci mesi per completare tutti gli interventi, ha reso noto il prefetto Maria Tirone nel corso di un’audizione davanti alla commissione parlamentare sul sistema d’accoglienza dei migranti.

La nuova “protezione” sarà angolata e alta quattro metri, piantata nel suolo per un metro e mezzo e con sbarre di ferro distanziate di 12 centimetri per impedire i passaggi. Saranno realizzati un nuovo posto di guardia (al momento in un capanno di legno), una pista carrabile per facilitare i controlli e un impianto di videosorveglianza a infrarossi che darà l’alert quando qualcuno si avvicina dall’esterno. Gare con procedura ordinaria, supervisione del Provveditorato alle opere pubbliche.

Il questore di Foggia Piernicola Silvis, pure lui sentito in audizione, parla apertamente di “favela” per descrivere la situazione.
Intanto il lavoro della magistratura sulla gestione del centro va avanti. E inizia a entrare nel vivo, tanto che il procuratore Leonardo Leone de Castris, pure lui ascoltato dalla commissione, ha chiesto di secretare la sua audizione. Il registro degli indagati vede già i primi nomi iscritti con le accuse di corruzione, truffa, falso e falso in bilancio: la Procura ha deciso di tenere massima la riservatezza sul caso.