Insegnante manfredoniana “batte” Renzi, niente esodo in Friuli. Andrà a Foggia o Bari

scuola

La “Buona Scuola” di Matteo Renzi subisce un colpo importante dal Tribunale del lavoro di Trani. Un’insegnante manfredoniana, classe ’78 con due figli, l’ha spuntata sul trasferimento in Friuli Venezia Giulia (Udine). La tesi degli avvocati Graziangela Berloco e Giannuzzi Cardone è stata accolta tout court dal giudice Giuseppe Di Trani, che con l’ordinanza numero 28.744 pubblicata oggi potrebbe creare un effetto domino imponente, capace di “paralizzare” le scuole pugliesi. “Contestiamo l’algoritmo del ministero per il quale, a parità di condizioni, due insegnanti subiscono decisioni completamente differenti – spiega il legale di Altamura a l’Immediato -. Dopo tre udienze il tribunale ci ha dato ragione, adesso provvederemo a notificare tutto al ministero, con l’obbligo di far rientrare l’insegnante negli ambiti prescelti: Foggia o Bari”.

Il legale Graziangela Berloco
Il legale Graziangela Berloco

I FATTI

A causa della cosiddetta “buona scuola”, migliaia di insegnanti sono stati costretti ad accettare sedi lontane anche 1000 chilometri dalla propria residenza, dovendo rinunciare alla propria famiglia e con un esborso notevole di soldi per poter trovare una nuova casa, nonostante la disponibilità di numerose sedi vicino alla propria residenza, dove incredibilmente sono finiti assegnati colleghi con un punteggio inferiore (e dunque minor merito). Tutto questo a causa di un algoritmo del ministero, completamente sbagliato, che ha causato appunto numerosissime operazioni di trasferimento ingiuste, come quella subita dalla ricorrente foggiana.
A nulla sono valse le lettere di diffida rivolte a Roma, ragion per cui in pieno agosto lo studio legale pugliese ha deciso di intraprendere le prime azioni legali per ripristinare il diritto, “palesemente negato ai lavoratori della scuola, di poter avere una sede di lavoro meritata e non affidata al caso”.
A distanza di qualche settimana dall’avvio dei cautelari, molti dei quali sono ancora in corso di causa, è stata pubblicata (oggi, Ndr) la prima ordinanza che in Puglia ha deciso in materia, e che ha accolto totalmente le ragioni di una docente di scuola primaria di Barletta. In particolare, il Tribunale di Trani, giudice del lavoro Giuseppe Di Trani, con ordinanza cautelare n. 28744 ha dichiarato illegittima l’assegnazione della ricorrente in una sede distante, rispetto a quelle indicate nelle preferenze (Foggia, Bari), per palese violazione “del principio inderogabile dello scorrimento della graduatoria, fondato sul merito di cui al punteggio attribuito nella fase dei trasferimenti. Detto principio vincola l’amministrazione, in quanto anche la procedura di mobilità ha natura concorsuale di impiego basata su una graduatoria alla cui formazione concorrono l’anzianità, i titoli di servizio e le situazioni familiari e personali dell’insato, per i quali sono predeterminati specifici punteggi”.

GLI EFFETTI

Per l’avvocato Graziangela Berloco si tratta di “una vittoria che restituisce serenità e speranza a centinaia di donne e di uomini costretti ad abbandonare casa, figli ed affetti pur di poter lavorare, e pur avendo il diritto di ricevere una sede più vicina a casa. Si tratta – prosegue l’avvocato – di una delle vittorie più belle della mia carriera professionale, poiché tante famiglie potranno riunirsi senza che nessuno sia costretto a rinunciare al proprio lavoro, e sono contenta perché sono soprattutto donne, madri di famiglia che in alcuni casi sono state costrette a subire l’umiliazione di rinunciare al proprio lavoro pur di restare a casa con i propri figli (dopo altre umiliazioni legate al periodo di precariato lungo anche 20 anni…), e che adesso potranno vedersi riconosciuti i propri diritti grazie a questo importante precedente giurisprudenziale”. Con un gruppo di insegnanti coraggiose e determinate, la prima delle quali è la ricorrente vincitrice di questo ricorso, che per prima un mese fa decise di impugnare l’ingiusto trasferimento, continua, “abbiamo dimostrato la fondatezza delle nostre ragioni e, per dirla tutta, eravamo consapevoli dell’esito positivo della causa poiché il legislatore scolastico, ancora una volta si è dimostrato incredibilmente ‘raffazzonato’”. “Abbiamo già notificato, insieme al collega Cardone, l’ordinanza del giudice al ministero dell’Istruzione, ragion per cui la docente dovrà abbandonare la scuola del Friuli per fare ritorno in Puglia.
Comunichiamo – conclude il legale – che abbiamo riaperto i termini per una nuova campagna di ricorsi contro il Ministero, il cui termine è fissato al 10 ottobre”.