Bidelle foggiane col fiato sospeso, in 32 rischiano posto. “Un femminicidio sociale”

bidelle foggia lapollo

È un omicidio sociale, un femminicidio anzi…“. Sono disperate le bidelle delle scuole dell’infanzia di Foggia. Tra qualche giorno, una parte di loro non avrà più un reddito. E non potrà nemmeno contare sul supporto della famiglia, visto che nella maggior parte dei casi si tratta di vedove, ragazze madri o divorziate. Il grido del disagio aumenta ad un paio di settimane dal nuovo affidamento del servizio (il 27 luglio), giro di boa che sancirà la “perdita del lavoro” per 32 bidelle che finora hanno lavorato seppur a turnazione. Difatti, con la cooperativa in scadenza (“Insieme a scuola” dell’imprenditore cerignolano Michele Lapollo), lavoravano in 59, con contratti part-time. Adesso, nel nuovo bando è prevista la presenza di “27 unità lavorative fisse”.

La dirigente del servizio scolastico ed amministrativo del Comune di Foggia, Gloria Fazia, non ha dubbi: “Non cambia nulla rispetto al passato – commenta a l’Immediato -, abbiamo sempre richiesto 27 persone al giorno. Solo che l’anno scorso è stata decisa una turnazione, con una tranche di personale fino a febbraio e il resto dopo quel mese. Anche sul fronte del costo del servizio, non muta granché. Purtroppo, siamo costretti per esigenze finanziare a ripetere la gara ogni anno, e questo potrebbe generare problemi, ma non possiamo farci nulla”.

Il servizio costa alle casse del comune poco più di 400mila euro e garantisce la copertura in 13 scuole, con personale misto tra dipendenti comunali e privati. Gli istituti considerati sono i seguenti: Angela Fresu, Rabindranath Tagore, Luigi Sturzo, Don Bosco, Don Milani, Walt Disney, Rodari, San Filippo Neri, Sorelle Agazzi, Tommy Onofri, Chiara Lubich, Ferrante Aporti e Arpi. “Non sarà semplice spiegare a queste dipendenti, per gran parte monoreddito, che dopo anni di lavoro non avranno più prospettive – spiegano dalla società in scadenza -, finora si sono impegnate più del dovuto, hanno svolto un servizio di assistenza encomiabile, dedicandosi anche alla vigilanza dei bambini. Hanno svolto mansioni che non erano proprie, come la pulizia di fine anno. Adesso, per contro, riceveranno il benservito. Il sindaco Franco Landella dovrebbe fare qualcosa per garantire il futuro a questa fetta importante di sofferenza sociale della città. Ma finora – concludono – non si è voluto esprimere”.