Un mix di talento ed energia chiude Giordano in Jazz, applausi per James Carter e il suo Organ Trio

Carter, Gibbs e White tre nomi che vantano l’appellativo di “leggenda vivente del jazz”, conosciuti come il James Carter Organ Trio, con la loro musica travolgente e divertente, hanno concluso ieri sera, in piazza Cesare Battisti, gli appuntamenti di Giordano In Jazz Summer Edition 2016, organizzati con la collaborazione del Moody Jazz Cafè e voluti fortemente dall’assessore alla Cultura, Anna Paola Giuliani e dal dirigente Carlo Dicesare.                                                                                                                                                                  

La musica si sa, afferra le nostre emozioni immediatamente, come poche altre forme d’arte sono in grado di fare. Ci fa sognare, ridere, piangere ma anche capire. Ci estranea da tutto e ci catapulta in un mondo parallelo fatto solo di note ed armonia. La musica è vita.

Un’apertura, quella della terza ed ultima serata del Giordano in Jazz, diversa dal solito, ma che d’altronde non poteva essere diversamente, a seguito dei tragici episodi di cronaca che hanno colpito la nostra terra, la Puglia, proprio nella giornata di ieri, nella quale molte persone hanno perso la vita nello schianto tra due treni nei pressi di Corato. La musica in momenti come questi, colma i brutti pensieri, e si concede pienamente a tutti. “Questa sera speriamo che il velo di tristezza che ci avvolge sia delineato dalle note musicali di questi grandi musicisti che sicuramente ci faranno sognare in maniera diversa”, esordisce Francesco di Lernia, direttore del Conservatorio Umberto Giordano di Foggia, all’inizio della serata. 

2016-07-12-PHOTO-00000166

Ma è tempo di passare allo spettacolo, alla musica appunto. “I am James Carter” sale così sul palco di Piazza Cesare Battisti, James Carter, polistrumentista specializzato nel sax tenore che si è sempre esibito in performance potenti ed energetiche. Il suo Organ Trio è formato da altri due eminenti musicisti della scena di Detroit (sua città natale): l’organista e pianista Gerard Gibbs e il batterista Alex White. Negli anni ’90 Carter attirò l’attenzione di stampa e pubblico per la maestria e l’eclettismo con cui, così giovane, riusciva a plasmare a suo piacimento qualsiasi stile jazz, passando dallo staccato tipico del sax degli anni ’20 ai fraseggi dixieland, al bop ed al funk, pur mantenendo un’identità musicale molto ben delineata. 

2016-07-12-PHOTO-00000168

Il festival foggiano ha chiuso sicuramente in bellezza, questo è certo, con un artista poliedrico, versatile, flessibile, che sul palco si muove a ritmo di jazz e, soprattutto si diverte, gioca con il suo sax con la partecipazione e il sostegno dei suoi due compagni. Quello del Giordano in Jazz è ormai un appuntamento prestigioso e collaudato con la città e i tre eventi organizzati in occasione del Foggia Estate lo hanno confermato. Ricordiamo le esibizioni dell’artista Dee Dee Bridgewater e la Bill Evans Band. L’appuntamento con Giordano in Jazz, siamo certi, tornerà prossimamente con la winter edition e con altri grandi nomi della musica internazionale.