Binario maledetto, le prime vittime del disastro. Studenti e lavoratori: storie di vite spezzate

Inchignolo, Summo e Schinzari
Inchignolo, Summo e Schinzari

Mentre le operazioni di recupero sono ancora in corso sul binario maledetto nei pressi di Corato, spuntano i primi nomi delle vittime. Finora il bilancio è fermo a 27 morti e oltre 50 feriti, alcuni molto gravi, condotti negli ospedali della zona.

Fulvio Schinzari, 59enne, residente ad Andria e vice questore di Bari, è stato il primo ad essere identificato. Si stava recando al lavoro dopo un breve periodo di ferie. A perdere la vita anche Antonio Summo, appena 15 anni, abitava a Ruvo di Puglia. Antonio stava tornando da scuola dove aveva sostenuto un esame di riparazione. Tra le vittime anche Jolanda Inchingolo, 25 anni di Andria, doveva sposarsi a settembre con Marco. Il giovane era distrutto all’ingresso dell’obitorio e su Facebook ha scritto: “Perché mi hai lasciato solo, la casa, i nostri pupini… dimmi che stai leggendo”.

Giuseppe Acquaviva, 51 anni, era contadino e si trovava nel suo terreno quando è stato colpito alla testa da alcuni pezzi di ferro che volavano in tutte le direzioni in seguito allo schianto dei due treni. Enrico Castellano, 74 anni di Ostuni, da tempo viveva a Torino ed era un dirigente del Banco di Napoli in pensione. Si trovava in Puglia in occasione del compleanno del nipote di due anni.

Donata (non si conosce ancora il cognome) è l’anziana ritrovata con tra le sue braccia il nipote di 6 anni Samuele, salvo per miracolo. Per lei non c’è stato nulla da fare. I due stavano andando a Barletta per salire su un treno che li avrebbe portati a Milano dai genitori del piccolo. Pasquale Abbasciano, di Andria, era uno dei due macchinisti in procinto di andare in pensione. Quello stesso giorno era atteso dalla figlia in Comune per le pratiche preliminari del matrimonio.

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Patty Carnimeo

Gabriele Zingaro, 25 anni di Andria, era metalmeccanico e lavorava a Bitonto. Stava rientrando da Bari dove aveva fatto una visita medica per una ferita ad un dito. Patty Carnimeo, 30 anni, lascia una figlia di due anni e mezzo. Originaria di Bari, si era trasferita ad Andria dopo il matrimonio. Faceva l’estetista e si recava spesso nel capoluogo di regione per lavoro.

Francesco Tedone, 19 anni, era uno studente di informatica all’Università di Bari. Stava tornando a casa dopo aver fatto visita da amici. Era invece di Corato Luciano Caterino, 37enne macchinista del convoglio giallo proveniente da Bari. 

Alessandra Bianchino
Alessandra Bianchino

Alessandra Bianchino, 29 anni. Era di Trani e viveva ad Andria dove lavorava all’oratorio giovanile salesiano. Tra le vittime anche Salvatore Di Costanzo, 56 anni, di Bergamo. Agente di commercio e allenatore di calcio provinciale, Salvatore doveva recarsi ad Andria per un appuntamento di lavoro. Era atterrato a Bari poi di lui si erano perse le tracce.

Maurizio Pisani, invece, manager 49enne, stava rientrando a Milano dove lavorava. Era stato in Puglia a trovare moglie e figlia. Infine, tra le vittime finora identificate, c’è Maria Aloysi, 49 anni, sul treno mentre tornava dopo alcuni giorni ad Andria per assistere il padre. Ad aspettarla a Modugno i figli e il marito.