Rifiuti, Margherita chiude a Sia e si affida ai barlettani. Sindaco: “Non aumento le tasse”

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La firma dell’ordinanza del sindaco di Margherita di Savoia, Paolo Marrano, è solo il passo più eclatante nel caos che regna nella Sia, la società dei rifiuti del Bacino Foggia 4. Il consorzio composto da 9 comuni (Cerignola, Cinque Reali Siti, Margherita, Trinitapoli e San Ferdinando) sta attraversando il suo periodo più travagliato, a pochi giorni dall’assemblea del 28 giugno che sarà decisiva per le sorti della gestione del servizio. Marrano è andato per la propria strada affidando alla Barsa di Barletta il servizio dal 16 luglio: “La Sia ha deciso di aumentare il costo per la gestione dei rifiuti e dello spazzamento di oltre 500mila euro – ha spiegato -, cifra che avremmo dovuto aggiungere al milione e 600mila euro già previsti dal precedente accordo. È insostenibile una richiesta del genere e accettare la stessa sarebbe stato da scellerati. Non ho alcuna intenzione di aumentare le tasse ai margheritani”.

Passo in avanti che non è piaciuto ai colleghi di Trinitapoli (Francesco Di Feo) e San Ferdinando (Michele Limacchia) i quali, seppur in rotta di collisione con Cerignola, avrebbero voluto concertare ogni decisione. “Non si possono pagare soldi in più per un servizio che non c’è – spiega Nicola Di Feo, memoria storica della politica locale -, ci hanno detto che avremmo dovuto accollarci ulteriori spese, ma qui non abbiamo nemmeno i mezzi idonei per la raccolta: quelli che abbiamo sono sfasciati”. Ieri c’è stato un incontro sindacale con rappresentanze dei lavoratori dell’Ofanto, durante il quale è stato precisato che “non c’è l’intenzione di accettare passivamente le decisioni”. Nei Cinque Reali Siti il quadro non è migliore, con Orta Nova (unico comune ad aver adeguato in tempi record la tariffa) che ha già deciso di tornare sui propri passi, perché nessun altro comune si è messo al passo.

Adesso resterà da capire se si vorrà portare avanti il piano di risanamento, con l’investimento sul sesto lotto della discarica in località Forcone Cafiero (che non sarà pronto prima di due anni), l’adeguamento delle tariffe e il recupero dei crediti dai comuni che ancora non hanno pagato negli anni scorsi. L’assemblea del 28 sarà il giro di boa per le sorti della Sia.





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