Gli agricoltori si riprendono i Cinque Reali Siti. Successo per l’iniziativa a Orta Nova

gerardo torchiarella e prof polidoro

Non ci sono i dati ufficiali sulle presenze, ma certamente il “salotto” della nuova piazza Largo Ex Gesuitico è la prova del successo dell’iniziativa organizzata dal presidente della Coldiretti, Gerardo Torchiarella. Il primo passo per la costruzione dal basso del brand “Cinque Reali Siti”, per “rendere la giusta dignità agli agricoltori”, è un’orma tangibile per il nuovo percorso di “autodeterminazione”. Sì perché per la prima volta gli agricoltori di professione del Basso Tavoliere hanno dato prova di cooperazione, con l’obiettivo di per riprendersi il posto che meritano (rappresentano la fetta più importante del Pil locale, NdR) nei processi decisionali.

Non una sfida di poco conto, ma necessaria se solo si pensa all’aggravio dei costi di produzione e al gap con i prezzi di vendita che precipitano ogni giorno (vedi il prezzo del grano sceso ormai a 22 euro al quintale). “Non abbiamo alternative – ha spiegato Torchiarella – dobbiamo essere uniti per non tradire la storia di questo territorio, incarnata nella figura di Giuseppe Di Vittorio e nelle storie di ogni famiglia, visto che ognuno da queste parti ha contatti diretti o indiretti con la terra”. Forse è anche per questo che centinaia di persone, sabato sera, si sono riversate in strada per degustare le pietanze preparate dai ragazzi dell’istituto alberghiero di Roccaraso, coordinati dal professor Gianni Augusto Polidoro.

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5 reali siti coldiretti dall'alto

Siamo fermamente convinti che bisogna ripartire da questo tipo di iniziative per valorizzare il meglio del territorio – ha commentato quest’ultimo -, il cibo fa parte della cultura di un popolo e l’agricoltura è l’anima del Tavoliere, da sempre fonte di ricchezza dell’Italia non solo per il grano. Bisogna andar fieri di questo ruolo e difenderlo con tutte le proprie forze. La determinazione necessaria, secondo me, è rappresentata dal presidente locale della Coldiretti che in un aneddoto ne ha sintetizzato lo spirito: ha organizzato tutto in 10 giorni, sostenuto dagli agricoltori, e quando ha visto che potevano esserci problemi in cucina, per via dei tempi tecnici necessari, si è rimboccato le maniche e ci ha dato una mano lavando piatti e pentole…”. 

La “filiera corta” tanto decantata ha trovato sbocco in questo nuovo corso, il cui primo tassello è stato organizzato facendo ricorso a risorse – umane e materiali – dei cinque comuni. Roccaraso non è un’eccezione, perché il 25 per cento circa degli studenti proviene proprio da questa parte della Capitanata. “Volontari, aziende, hostess – ha spiegato Torchiarella – hanno partecipato perché si sentono rappresentati da quest’idea di riscatto. Abbiamo tutto per ripartire se impariamo a rispettare la nostra identità e a comunicarla adeguatamente”. Persino i bambini hanno partecipato attivamente alla “piccola scuola di cucina”, primo passo per l’educazione alimentare. Adesso il messaggio dovrà essere raccolto dalla politica locale (erano presenti il sindaco di Orta Nova Dino Tarantino e gli assessori delegati degli altri comuni), che fino a questo momento ha dimostrato di essere rimasta indietro rispetto alle rivendicazioni del mondo agricolo. 





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