Mafia foggiana, una mazzata da 30 milioni agli imprenditori collusi. Sequestro beni a tre società

Guardia di finanza Bari

Continua l’operazione “Rodolfo”. Dopo gli arresti di qualche mese fa e la relativa inchiesta, ora gli uomini della squadra mobile di Foggia hanno eseguito un sequestro di beni per circa 30 milioni di euro a carico delle società gestite da Franco e Biagio Curcelli, imprenditori di Lucera attivi nel capoluogo e, stando alle carte, collusi con la malavita. Disposti anche sei mesi di amministrazione giudiziaria da parte di polizia e Servizio centrale investigazione criminalità organizzata e Nucleo di Polizia Tributaria di Bari.

Le società colpite sono la Cereal Sud s.r.l., La nuova Capitanata società cooperativa e Fratelli Curcelli s.r.l. tutte attive nel settore della logistica e delle pulizie, annoverano tra i clienti anche la Barilla. Il provvedimento è stato disposto dal Tribunale di Foggia, su proposta della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari. I giudici foggiani hanno ordinato, inoltre, il sequestro dei relativi compendi aziendali per un valore complessivo stimato di circa 30 milioni di euro.

Le indagini eseguite dai finanzieri sulla base delle risultanze di pregresse indagini di polizia giudiziaria – sfociate nell’operazione Rodolfo dell’aprile 2016 con l’esecuzione di 11 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di esponenti della Società foggiana – hanno evidenziato come i fratelli Biagio Curcelli e Franco Curcelli siano stati completamente soggiogati dalla forza di intimidazione dei clan Sinesi-Francavilla e Moretti-Pellegrino, ai quali non solo versavano periodicamente tangenti ma assicuravano l’assunzione di personale su loro indicazione.

“Essi appaiono – spiegano dalla Procura di Bari – nella categoria degli imprenditori agevolanti, la cui attività economica va sottoposta ad amministrazione giudiziaria in quanto asservita agli interessi delle cosche. Appare indubbiamente efficace il ricorso allo strumento della sospensione dell’amministrazione, finalizzato ad ampliare l’area di contrasto propria delle misure di prevenzione di tipo tradizionale con l’aggressione di quelle attività imprenditoriali in qualche modo “inquinate” dalla presenza della criminalità mafiosa e che costituiscono la cosiddetta “area grigia” dove il mercato legale e quello illegale si incontrano al fine di incrementare i profitti”.