Morte Racano, ai domiciliari campione di body building che nega tutto. Tre le persone indagate

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Finisce ai domiciliari Claudio Imperio, il 49enne ex campione mondiale di body building arrestato il 4 maggio scorso per lo smercio illegale di sostanze dopanti. L’uomo, gestore della “Perfect body” in via Fuiani, deteneva circa 300 fiale (anche siringhe e fazzoletti sporchi di sangue) in un locale poco distante dalla palestra, sempre nella stessa strada. Il suo legale ha chiesto al “riesame” la scarcerazione vista l’attenuazione delle esigenze cautelari e i giudici baresi del Tribunale della libertà hanno dato l’ok, spedendo a casa Imperio.

Ma la posizione del 49enne resta delicata. In quel locale c’erano farmaci senza il contrassegno del ministero della sanità, probabilmente acquistati sul web. Imperio si dichiara innocente, anzi, ha anche affermato di aver ceduto quel locale in comodato d’uso gratuito a un amico. Ma gli inquirenti non gli credono. In via Fuiani venne ritrovata anche un’agenda con circa una dozzina di nomi, presunti clienti di Imperio.

L’arresto di Imperio scaturì dalle indagini sulla morte di Gianni Racano, atleta foggiano di 32 anni, ucciso da una setticemia dopo essersi iniettato anabolizzante in una gamba. La procura ha nel mirino un personal trainer, indiziato per il reato di “morte come conseguenza di altro reato” ma l’indagato nega di aver mai conosciuto Racano.

Altro procedimento penale riguarda, invece, un culturista foggiano 51enne, finito in ospedale per disturbi della circolazione nello stesso periodo di Racano. Ma contrariamente a Racano, il 51enne è stato salvato dai medici ma ora risulta indagato per assunzione di farmaci illeciti.