Nuove assunzioni Asl Foggia, c’è l’ok da Bari. “Spazio anche a funzionari e dirigenti non sanitari”

Arriverà presto la delibera dell’Asl di Foggia con il piano assunzioni. L’incontro di ieri tra la Regione Puglia (rappresentata dal governatore Michele Emiliano e direttore del dipartimento Giovanni Gorgoni), ha…

La nuova sede dell'Asl alla cittadella dell'economia
La nuova sede dell’Asl alla cittadella dell’economia

Arriverà presto la delibera dell’Asl di Foggia con il piano assunzioni. L’incontro di ieri tra la Regione Puglia (rappresentata dal governatore Michele Emiliano e direttore del dipartimento Giovanni Gorgoni), ha evidenziato il via libera all’utilizzo di 50 milioni di euro come stabilito con una delle ultime circolari del dipartimento regionale. Solo che la quota per l’azienda foggiana non è stata ancora stabilita con precisione. Il direttore generale, Vito Piazzolla, ha tuttavia calcolato il fabbisogno teorico, analizzato aggiungendo anche le cessazioni del 2014 e del 2015, in 202 milioni di euro. Cifra che tiene conto sia del personale sanitario che non. “La vera sfida per la Capitanata è proprio quella di migliorare la dotazione tecnico-amministravita – spiega il manager a l’Immediato -, sono in attesa di una risposta definitiva della Regione in questo senso. Ma questo non significa che non potrò muovermi autonomamente nelle more, per una ragione molto semplice: se non ho il personale negli uffici addetti alle assunzioni, l’intera macchina rimarrà paralizzata per sempre”. L’arrivo recente del dirigente Massimo Raponi è stato sicuramene d’ausilio, ma non basta. “Abbiamo praticamente 8 dirigenti, un numero che servirebbe solo a colmare le esigenze delle strutture semplici dei distretti – commenta -, ne servirebbero almeno altri 10, più tutto il personale di supporto (ad esempio, coadiutori amministrativi).

emiliano

Le risposte di Emiliano ai sindacati

Vito Piazzolla
Vito Piazzolla

Ieri pomeriggio Emiliano e Gorgoni hanno incontrato i sindacati confederali e autonomi. L’incontro, sollecitato dalle parti sociali, ha visto la discussione su alcuni punti fondamentali tra i quali, lo stato di attuazione della rete di emergenza urgenza, la centrale unica degli acquisti, la spesa farmaceutica e il personale sanitario, la sanità territoriale. Il confronto è stato sia di metodo che di merito. Per quanto riguarda il metodo, i sindacati hanno chiesto una maggiore condivisione e una più frequente comunicazione con la struttura regionale, sia tecnica che politica. A questo proposito, Emiliano ha detto che “è assolutamente necessario creare un livello intermedio di interlocuzione con i sindacati”. Il tentativo sarà quello quindi di calendarizzare una serie di incontri di merito sulle questioni aperte, con cadenza quindicinale.

Per quanto riguarda invece la discussione sul merito delle questioni, i contenuti emersi sono eterogenei e rappresentano un sistema sanitario a più velocità. Sulla rete dell’emergenza urgenza, il gruppo tecnico di lavoro sta ancora lavorando alla bozza, che è stata più volte rivista dopo le osservazioni del ministero. Il programma operativo, dovrà essere inviato al ministero entro massimo 30 giorni, perché dai primi di luglio dovrà essere discusso al ministero. Gli assi intorno ai quali si sta costruendo il piano operativo sono la prevenzione, il governo della spesa farmaceutica, il piano di rientro degli stabilimenti ospedalieri, la centrale unica degli acquisti, i primi adempimenti per l’attuazione del piano di riordino ospedaliero che va messo a regime nella sua totalità entro il 31 dicembre del 2017. Anche la rete territoriale è in fase di revisione: complessivamente le Case della salute saranno 31. In Puglia, costituiranno l’ossatura della sanità territoriale andando a sostituire, laddove sarà possibile, l’assistenza ospedaliera. Attualmente è stato dato mandato di redigere una bozza di regolamento per i PTA. Altro punto a favore della sanità territoriale, la presa in carico della cronicità, una presa in carico che ha mostrato, laddove si è fatta, parecchi risparmi e un buon miglioramento degli esiti di cura. Infine, la centrale unica degli acquisti. Entro quest’anno, 14 categorie merceologiche dovranno obbligatoriamente passare su centrale unica. Attualmente sono già passati gli ausili per la incontinenza e le medicazioni generali. Su questo punto, occorre accelerare.