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Home - Vino, i migliori produttori della Daunia insieme per esaltare brand locale. Si punta su Nero di Troia e spumante

Vino, i migliori produttori della Daunia insieme per esaltare brand locale. Si punta su Nero di Troia e spumante

Di Michele Iula
31 Marzo 2016
in Economia
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produttori vino

Nero di Troia e spumante. Saranno queste le sfide del futuro per i produttori di vino della provincia di Foggia. Per la prima volta, si sono messi insieme alcuni imprenditori per creare un vero e proprio brand capace di far sviluppare un distretto che ha radici antiche e idee innovative. Non è un caso che al prossimo Vinitaly, dal 10 al 13 aprile prossimo, ci saranno tutte le cantine che oggi si sono presentate a Palazzo Dogana per lanciare la nuova sfida. “Solo insieme possiamo vincere la battaglia con i competitor mondiali – ha spiegato Donato Giuliani della sanseverese Cantine Teanum -, non dobbiamo avere paura del nostro vicino, ma dobbiamo collaborare. Al Vinitaly saremo uniti per competere con il mondo…”. A fargli eco, gli altri nomi noti del tessuto imprenditoriale locale: Gianfelice d’Alfonso del Sordo dell’omonima cantina di San Severo, Lucio Pistillo dell’Antica Cantina sempre di San Severo, Gianni Ciampi delle Cantine Passalacqua di Apricena e il rappresentante della cantina Alberto Longo di Lucera, Michele Digregorio.

I percorsi del vino della Daunia

Daunia o Capitanata, una cosa è certa: la storia di un vino si lega indissolubilmente alla storia di una terra. Così, accanto alle cantine più importanti nascono agriturismi in grado di “raccontare” questa storia che passa anche dal palato. “Comunicare tutto questo è diventato fondamentale – spiega D’Alfonso Del Sordo, consigliere per la provincia di Foggia del movimento turismo del vino -, perciò al Vinitaly premieremo il miglior servizio giornalistico nell’ambito del premio Nero di Troia Press Tour. Un modo per far conoscere le eccellenze del nostro territorio, troppo spesso sconosciute anche ai foggiani“. Ad investire sull’enoturismo anche Longo, che ha pensato bene di legare i Monti Dauni al Gargano attraverso l’organizzazione di escursioni in barca. Proprio adesso che l’asse produttivo sembra spostarsi dalla quantità alla qualità, con la competizione accesa nei confronti dei “rinomati vini del Nord”, serve “saper trasmettere questo valore aggiunto del prodotto dauno”. “Il Primitivo e il Negramaro hanno raggiunto la fase matura del proprio mercato – ha commentato il presidente della Camera di commercio, Fabio Porreca -, adesso il prodotto in ascesa in Puglia è il Nero di Troia e su questo bisognerà puntare”. Nonostante la contesa storica sull’origine del vitigno con la vicina Bat. La “soluzione politica” sarebbe stata trovata, tuttavia, durante un incontro con l’assessore all’agricoltura Leonardo Di Gioia, attraverso la creazione di un “distretto dedicato” a queste produzioni. Ma i problemi non si esauriscono qui. “A San Severo – spiega Pistillo – abbiamo la gran parte dei 9mila ettari di Montepulciano della Puglia, ma non possiamo scriverlo sulla bottiglia. Potremmo puntare su uno dei vini più venduti al mondo ma le regole ce lo impediscono, non possiamo informare i consumatori. Eppure, chi vende vino all’estero sa benissimo che bisogna dare un nome ed un cognome al prodotto, altrimenti non c’è mercato”. Qualcuno cerca di anticipare i tempi puntando sul biologico. “Stiamo tornando al passato – racconta Ciampi delle Cantine Passalacqua -, puntando sul Nero di Troia e sul Bombino senza nessun tipo di additivo chimico. Facciamo il vino a fermentazione naturale come i nostri nonni”. Il mercato italiano ha già riconosciuto la bontà di questa operazione, se è vero che l’80 per cento della produzione è venduta sul territorio nazionale e solo il 20 per cento all’estero. “Prima o poi – aggiunge Ciampi -, tutte le cantine seguiranno questa strada”.

L’idea del distretto dello spumante

Sempre a San Severo la Cantina D’Araprì ha puntato con decisione sulle bollicine, ottenendo risultati importanti. Adesso qualcun altro prova a sfidare un mercato fatto di colossi, come Alberto Longo che a breve immetterà sul mercato uno spumante fatto con il metodo classico. “Ci sono i margini per metter su un distretto dello spumante, l’interlocuzione con Bari è già partita, entro la fine dell’anno potrebbero esserci novità per gli spumanti della Daunia”, spiegano i produttori, con i quali si sono già schierati i sommelier della Capitanata. Un’altra attestazione di merito per una terra che finora ha soltanto alimentato i successi delle altre regioni d’Italia.

Tags: capitanataDel SordoFoggiaLongonero di troiaPassalacquaPugliaSan Severovinitalyvino
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