Foggia si veste di blu per la “Giornata Mondiale dell’Autismo”. Previsti numerosi eventi

GIORNATA MONDIALE AUTISMO FOGGIA

Sabato 2 aprile anche Foggia si illuminerà di “blu”: per la prima volta, infatti, in occasione della “Giornata Mondiale dell’Autismo”, si terrà una manifestazione che vestirà a festa l’intera città, e per tutta la giornata. A lanciare un programma ricco di iniziative per sensibilizzare la popolazione sull’autismo, è l’associazione di promozione sociale “iFun”. Nata nel 2013, è costituita prevalentemente da genitori di minori autistici: “Con il patrocinio del Comune di Foggia e in partenariato con l’Assessorato alle Politiche Sociali – ha detto la presidentessa, Patrizia Soccio – , abbiamo previsto una serie di iniziative per sensibilizzare la città, diffondere informazione e migliorare l’inclusione sociale delle famiglie di persone colpite da autismo e dei loro figli”.

Si inizierà la mattina di sabato, alle 9.30, con la visione del film “Heidi, l’amicizia non conosce limiti” presso “La Città del Cinema”. Le classi delle scuole elementari che hanno aderito all’iniziativa, potranno assistere alla visione del film, in compagnia dei loro amichetti autistici. Tutti assieme, con popcorn e bibite, gli studenti trascorreranno una giornata di svago e inclusione.

La manifestazione proseguirà il pomeriggio davanti alla villa comunale di Foggia, dove animatori, istruttori della ASN Foggia e US Foggia atletica leggera e i motociclisti dell’associazione “Bikers for Life”, allieteranno i bambini foggiani con giochi e attività, mentre i loro genitori potranno prendere informazioni sul tema dell’autismo presso i gazebo dell’associazione “iFun”. Saranno distribuiti simpatici gadget a tutti i bimbi.

Il gran finale avverrà la sera, quando la fontana del piazzale antistante la Stazione ferroviaria verrà illuminata di blu dal Comune, mentre all’auditorium dell’Amgas si terrà un concerto di beneficienza: l’orchestra dell’Officina Musicale, composta da cinquanta giovani musicisti, eseguirà  un repertorio di musica classica. “È infatti consolidato accendere di blu i monumenti in tutte le città del mondo per sensibilizzare le città sull’autismo”, sottolinea Soccio.

Le attività del mattino e pomeriggio saranno completamente gratuite per tutti i bambini e coloro che verranno a far visita all’associazione, mentre per la sera, visto il numero limitato dei posti a sedere nell’auditorium dell’Amgas, sarà necessario fare richiesta dell’invito tramite la pagina facebook dell’associazione (https://www.facebook.com/associazioneifun/?fref=ts) o telefonando al numero 3703399178. Il costo del biglietto d’ingresso al concerto è di 10 euro. L’intera somma raccolta contribuirà ad istituire un servizio di parent training, aiuto e supporto alle famiglie colpite da autismo, uno sportello che servirà a indirizzare e sostenere le famiglie, in maniera gratuita, e verrà donato all’Assessorato ai Servizi Sociali di Foggia e all’Azienda Sanitaria Locale.

DATI RELATIVI ALL’AUTISMO A FOGGIA

A cura di IFUN

Per ricavare il numero di bambini e adolescenti affetti da disturbi dello spettro autistico ci rifaremo ai dati enunciati dalla Regione Puglia nelle “Linee Guida Regionali per i Disturbi dello Spettro Autistico”, pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia – n. 122 del 13-09-2013.

Secondo i dati presunti dalla Regione Puglia, a quell’epoca, la forbice di bambini e adolescenti colpiti da disturbi dello spettro autistico, in tutta la regione, variava in una forbice tra i 2.688 e 4.394, con un valore medio (che prenderemo in considerazione) di oltre 3.500 minori. Rispettando lo stesso rapporto pubblicato dalla Regione Puglia, ad oggi, in provincia di Foggia, ci sarebbe una forbice di bambini e adolescenti autistici, secondo i dati del 2013, che varia da un minimo di 465 ad un massimo di  761, con un relativo valore medio di  613 minori.

 Se riportiamo lo stesso dato alla sola Foggia, la forbice oscillerebbe tra 106  e 174, che corrisponde ad un valore di circa lo 0,6% . Il dato appare leggermente al di sotto della media di regioni come Piemonte ed Emilia Romagna (uniche regioni ad avere un dato di rilevazione statistica sull’autismo) che forniscono una percentuale di circa lo 0,75 per cento di patologie autistiche nella loro regione. Di sicuro esiste un dato che ci comunica un incremento di nuovi nati con disturbi dello spettro autistico con l’ormai acclarata percentuale del rapporto di una femmina ogni quattro maschi. Se a questo tipo di disagio aggiungiamo dati di patologie psico sensoriali, il numero sarà di sicuro molto più consistente.

Secondo una ricerca del Censis pubblicata lo scorso maggio, le persone disabili saranno 4,8 milioni nel 2020. Persone destinate all’invisibilità dopo la scuola. Ha un lavoro solo il 31,4% delle persone Down con più di 24 anni, appena il 10% degli autistici over 20. E in Italia la spesa pubblica (437 euro pro-capite all’anno) è molto inferiore a quella media europea (535 euro). Se a questo aggiungiamo una progressiva contrazione della spesa sociale e socio sanitaria, il dato appare piuttosto preoccupante, sia sotto l’aspetto numerico, sia sotto l’aspetto dell’impoverimento della popolazione. L’autismo è stato inserito nei LEA (i livelli essenziali di assistenza) solo lo scorso settembre 2015 con una legge nazionale che è la n.134.

Se non iniziamo una programmazione oggi, tra dieci anni, avremo un problema di gestione di adulti e famiglie con grandissimi problemi. Questo problema andrà ad incidere direttamente sul benessere della collettività. Non bisogna fermarsi solo allo 0.6% della popolazione colpita da disturbi dello spettro autistico, ma bisogna allargare questo problema quanto meno alla famiglia. Significa che i costi che dovrà sostenere oltre il 2% della popolazione, non sarà gestibile. La spesa sanitaria e socio sanitaria che la collettività dovrà affrontare, non sarà gestibile se non si programma oggi.  

L’unica possibilità che abbiamo è quella di puntare su interventi mirati di welfare generativo per aumentare le percentuali di soggetti autistici da impiegare nel mondo del lavoro, per ridurre il carico economico sugli enti pubblici e sulle famiglie. Solo in questo modo avremmo da un lato la contrazione della spesa pubblica, dall’altro la crescita sociale ed economica del territorio. Investire oggi, significa poter gestire domani.