Olio dalla Tunisia senza dazi, l’Ue approva il regolamento. “Danni enormi per made in Italy”

La plenaria di Strasburgo ha dato l’ok finale al pacchetto di aiuti d’urgenza alla Tunisia, che comprende il Regolamento che permette l’importazione di 35.000 tonnellate aggiuntive di olio d’oliva senza dazi nell’Unione europea. Il voto era stato sospeso il 25 febbraio, ieri il Coreper ha recepito gli emendamenti tecnici e comunicato che avrebbe adottato il testo che sarebbe passato oggi al Parlamento europeo. L’aula ha approvato con 500 sì, 107 no, 42 astenuti.

Le reazioni

“La nostra iniziativa continua ad essere al fianco delle organizzazioni degli olivicoltori e delle associazioni degli agricoltori, ritenendo il voto dell’Europarlamento, che ha vanificato il tentativo di mediazione operato nelle scorse settimane, decisione sbagliata”. Così i parlamentari pugliesi del PD Mongiello e Ginefra che aggiungono: “l’immissione del nuovo contingente agevolato che andrà ad aggiungersi alle attuali 56.700 tonnellate a dazio zero già previste dall’accordo di associazione Ue-Tunisia, portando il totale degli arrivi ‘agevolati’ annuale oltre quota 130mila tonnellate, è un errore che, oltre a determinare una concorrenza sleale nei confronti delle produzioni italiane, rischia di alimentare il pericoloso mercato delle sofisticazioni con la possibile svalutazione del marchio Italia. A questo punto ora pretendiamo – precisano Mongiello e Ginevra – l’approvazione finale ad opera della Conferenza Stato-Regioni del Piano Olivicolo Nazionale, maggiori controlli a tutela dei consumatori e dei produttori, nonchè la completa attuazione delle norme gia’ varate con la legge salva olio ‘Mongiello’, la n. 9 del 2013, dai controlli per la valutazione organolettica ai regimi di importazione per verificare la qualita’ merceologica dei prodotti in entrata, seguendo le stesse sollecitazioni delle organizzazioni degli agricoltori”. Il consigliere pugliese Pd, Ernesto Abaterusso, parla di una “vera batosta per il settore olivicolo italiano e per tutto il Made in Italy”. Per l’onorevole Nicola Ciracì (CoR – Conservatori e Riformisti), “Il Governo Renzi e in particolare il Ministro delle Politiche Agricole, alimentari e forestali, Maurizio Martina, hanno dimostrato di non essere in grado di tutelare gli interessi del proprio Paese, considerato che l’olivicoltura italiana rappresenta uno dei settori fondamentali del Made in Italy”.  “Tutto ciò – spiega in una nota – rappresenta una sconfitta della politica gestita in modo approssimativo e senza capacità alcuna di coordinamento con le rappresentanze presenti a Bruxelles, giacché che la brillante idea di permettere l’ingresso di olio tunisino senza pagare alcun dazio sul territorio comunitario, è stata partorita dall’Alto Rappresentante per la Politica Estera della U.E., Federica Mogherini“. “Evidentemente – prosegue – per l’onorevole Mogherini non era sufficiente che le importazioni di olio proveniente da Tunisi nel solo anno 2015 avessero raggiunto il dato record del 481%, ossia 90.000 tonnellate, ma bisognava soffocare il comparto olivicolo italiano con ulteriori 35.000 tonnellate per il 2016 ed altre 35.000 per il 2017. Il tutto senza pagare dazio, un dazio che purtroppo pagheranno invece gli agricoltori italiani. A questo punto – conclude – è giunto il momento di essere seri e risoluti e quindi di agire in modo concreto con l’obbligo di inserire nelle etichette l’origine del prodotto base, cioè l’olivo, e non solo il luogo di lavorazione e confezionamento dell’olio: solo in questo modo riusciremo a proteggere i sacrosanti interessi degli agricoltori italiani, la tracciabilità alimentare effettiva necessaria a tutelare il consumatore e le nostre identità culturali, perché da oggi i rischi di frodi alimentari nel settore aumenteranno in modo esponenziale”.