Il “potere rosa” di Fidapa in Capitanata: il nuovo comitato fa squadra con Angela Fiore

Al centro, Angela Fiore; a sx Pia Petrucci (presidente nazionale); a dx Fiammetta Perrone (vice presidente nazionale)

Manca un mese all’8 marzo e la sala di Palazzo Dogana si tinge, anticipatamente, di rosa e di fiori regalati ai vertici nazionali di Fidapa, la federazione di donne delle arti e professioni che ha inaugurato la seconda sezione foggiana. Una festa di tutta la Regione con le delegazioni arrivate da ogni parte per dare gli auguri ad Angela Fiore nominata presidente per la Capitanata. Se non sono arrivate di persona hanno spedito auguri. Foggia e l’impegno femminile nei campi più disparati – dalla sanità  al ‘codice rosa’ contro la violenza, dalla promozione e sensibilizzazione di e su tematiche femminili al riequilibrio fra generi – passa anche da questa nuova nascita.

Storie di donne e di uomini nei vari campi

Rosa Cicolella
Rosa Cicolella

Il nucleo storico delle protagoniste ha già condotto varie battaglie sul territorio, per esempio sulla legge per la parità di genere non passata in Puglia ma approvata dal Parlamento con qualche rimpianto per non essere stati  capaci di “anticipare questo provvedimento”. In occasione della raccolta di firme per la presentazione della legge da Fidapa di Puglia ne sono arrivate 1200. Lo ha ricordato Rosa Cicolella che è portavoce regionale della conferenza donne Pd. “Si parla tanto di superare le differenze – ha proseguito Cicolella – Ma poi quando si tocca il potere è tutto più difficile”.  

Luigi Miranda, presidente del consiglio comunale di Foggia, nel lodare l’associazionismo di cui da 15 anni è rappresentante, si augura per Foggia un “sindaco donna”. In sala ci sono medici, artisti, giudici, avvocati, imprenditrici, giornaliste, l’assessore alla pubblica istruzione Claudia Lioia. Un chirurgo pediatrico racconta di una professione ancora troppo maschile, “ma io ho le mamme dalla mia parte”. Una rappresentate del comitato pari opportunità presso il consiglio dell’ordine degli avvocati (è nato il 25 luglio scorso) dice che “un avvocato donna guadagna la metà di un uomo perché il tempo che possono dedicare alla professione è inferiore rispetto agli uomini”.

Arriva, osannata dalle donne con cui ha lavorato nel  “laboratorio pugliese del welfare e dei diritti femminili”, l’eurodeputato Elena Gentile. “Con questa nuova nascita, con una rete di passione e cuore che solo le donne sanno organizzare, la Capitanata migliorerà. Questa terra ha ancora molte contraddizioni sull’occupazione, sulla conciliazione, sfide che affronteremo insieme”. E offre tutto il suo impegno ora dispiegato a più chilometri dalla Puglia.

Il presidente dell’Ordine dei medici Salvatore Onorati usa una metafora tratta dalla sua professione: “Foggia o muore di eutanasia o la si rigenera, deve riacquistare fiducia nella sua comunità”. E annuncia che è in programma un convegno sulla violenza di genere.

Una rete nazionale e internazionale

Fidapa ha 11 mila componenti in tutta Italia per 300 sezioni. Della Business Professional Women, una rete internazionale, rappresenta un terzo. “Siamo un movimento di opinione portavoce delle istanze della società civile nelle istituzioni”, spiega Pia Petrucci presidente nazionale. In programma un bando per una start-up su attività creative, una borsa di studi intitolata a Valeria Solesin e una task force sull’imprenditoria. Fra le iniziative promosse da Fidapa nazionale la legge 120/2011 sull’inserimento delle donne nei cda poi approvata.  Patrizia Lusi, che di Fidapa è vicepresidente, esalta la “capacità delle donne di fare squadra e di modificare le circostanze e le relazioni umane e sociali”. Benedetta Giurato, che guida il gruppo di Terlizzi, illustra una situazione femminine che vede le donne presenti in molti campi ma “gli uomini spesso non lo accettano e noi dobbiamo lavorare molto più di loro per difenderci. In più le donne hanno la tendenza a rifugiarsi nel focolare invece di rischiare e mettersi in gioco. Ci vuole cuore, spirito, coraggio”. 

Angela Fiore dal primo giorno prende con massima serietà l’impegno. Nel suo discorso d’esordio parla di empowerment, di “riequilibrio nei rapporti di genere”, dei talenti delle donne che è il tema nazionale quest’anno,  di umanizzazione delle cure nella, di fare le diffrenza fra leadership e azione, di decidere velocemente. Analizza il senso della leadership per se stese e per il gruppo che si accinge a guidare. Una festa ed un inizio con tante protagoniste ai blocchi di partenza.