Gentile porta Benetton in Puglia, così l’Europa sostiene il Sud. “Anche le donne possono fare impresa”

“Anche le donne possono fare impresa al Sud e in provincia di Foggia”. Se il “fallimento degli incubatori di impresa” è ormai un dato di fatto, l’altra opportunità si chiama “coworking”. Ne è convinta l’europarlamentare Elena Gentile, impegnata in una serie di incontri a Cerignola per creare nuove imprese “etiche”, fortemente radicate sul territorio. Le possibilità di finanziamento sono infinite: dai finanziamenti diretti dell’Ue, alle risorse statali, fino alle Regioni. “Si potrebbe cominciare con l’emersione dal lavoro nero – spiegano alcuni consulenti -, facendo venire alla luce tante attività, dalla sartoria ai dolci fatti in casa, che altrimenti non avrebbero la giusta dignità. Normalizzare ciò che c’è sarebbe già un grande risultato, raggiungibile anche da chi non ha un’impresa, visto che ci sono ben 45 giorni per crearla dopo aver ricevuto il finanziamento”. Qualcuno ha già pensato di rivedere la tradizione del corredo matrimoniale e degli abiti, attraverso il noleggio di “pezzi” che altrimenti, dopo esser stati pagati profumatamente, finirebbero a raccoglier polvere per anni negli armadi. Anche in questo caso, oltre al vantaggio economico (si potrebbe creare occupazione con l’impiego di sarte a risistemare gli abiti per personalizzarli alle nuove esigenze), si aprirebbe la filiera etica del riutilizzo.

Benetton dal Bangladesh in Puglia

Non è un caso che uno dei colossi dell’impresa italiana, Luciano Benetton, verrà a Barletta per visitare il consorzio di 40 aziende nato dopo la tragedia delle cinque operaie morte mentre lavoravano in uno scantinato. “La filiera tessile è stata ripensata con una operazione importantissima, messa a punto nella zona Pip in un enorme capannone con macchinari modernissimi, asili nido e aule per la formazione – spiega Gentile -, qui, in Puglia, abbiamo sperimentato un vero modello europeo”. Lo stesso spirito dovrebbe muovere la Capitanata. “Non ho nessuna presunzione né velleità particolari – aggiunge -, ma se nasce una impresa e assume anche un solo lavoratore, io mi sentirò soddisfatta. Così si avvicinano i territori all’Europa, per questo il 28 porterò a Foggia il rappresentante italiano della Banca europea per gli investimenti (Bei), segno tangibile delle opportunità di Bruxelles”. Poi conclude: “Sul welfare aziendale la Capitanata è in ritardo rispetto al Barese, eppure in Puglia sono stati creati 20 nuovi profili lavorativi per il supporto alle imprese: bisognerà colmare il gap in brevissimo tempo, per non rischiare di perdere l’ulteriore opportunità per avvicinarci alle economie che corrono di più”.

 





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