Guerra di mafia a Bari, decapitato clan Di Cosola. Armi da guerra e bazooka per prendersi il potere

Operazione antimafia all’alba di oggi. A Bari e nell’hinterland, i carabinieri hanno eseguito un provvedimento cautelare, emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia, a carico di diversi personaggi di spicco del clan Di Cosola, accusati di associazione per delinquere di stampo mafioso, aggravata dall’uso delle armi. 

I riscontri delle indagini, durate mesi, hanno dato corpo alle circostanze riferite dai collaboratori di giustizia, che hanno intrapreso una collaborazione con gli inquirenti a seguito degli esiti dell’indagine “Pilastro”, condotta dai carabinieri di Bari, che il 21 aprile 2015 ha consentito di assicurare alla giustizia ben 64 affiliati ai “Di Cosola”, tra cui l’omonimo boss fondatore Antonio. Numerose armi, persino un bazooka (recuperate nelle campagne, lo scorso 21 ottobre) a disposizione degli odierni arrestati, per una probabile guerra di mafia in città volta alla “presa del potere”, sono state sottratte alla disponibilità della consorteria dagli investigatori, scongiurando il compimento di altri gravi fatti di sangue in città.

Questo in sintesi lo scenario entro cui si inquadra l’odierno blitz dei carabinieri. L’operazione “Pilastro”, che durante la primavera scorsa aveva di fatto quasi annientato il clan Di Cosola, ha creato le indispensabili premesse perché il boss dei boss, Antonio, decidesse di collaborare. Di qui altri pentimenti eccellenti a catena che hanno, nell’insieme, delineato un quadro dettagliato che è stato puntigliosamente riscontrato dalle indagini dei carabinieri relativamente agli elementi più pericolosi rimasti in libertà, in contrapposizione agli storici nemici, gli ”Strisciuglio”.

L’intendimento della Direzione Distrettuale Antimafia è stato proprio quello di estrapolare, attraverso i riscontri dei carabinieri, quegli elementi a carico dei quattro arrestati, allo scopo di agire con la consueta tempestività per evitare il ritorno in auge dei “Di Cosola”, disinnescando la violentissima lotta sorta al suo interno, per acquisirne la leadership ed il controllo criminale delle aree d’influenza in Bari e provincia.

In particolare, è stata documentata l’accesa contrapposizione scoppiata tra le varie articolazioni interne ai gruppi criminali. Lo scontro era già sfociato, nel decorso mese di novembre, in due gambizzazioni. I provvedimenti sono a carico di Luigi Guglielmi, 33enne di Bari, pluripregiudicato, affiliato al clan Mercante, il quale è accusato di “gestire” le attività illecite contro il patrimonio, su Bari e Bitritto, principalmente estorsioni e traffico di stupefacenti. Giovanni Martinelli, 48enne di Bari, già affiliato al Clan Di Cosola, pluripregiudicato, già condannato per associazione mafiosa, gerente del traffico di stupefacenti nella zona di Bari, Ceglie e Bitritto. Carlo Giurano, 31enne di Grumo Appula (BA), affiliato a Luigi Guglielmi, pluripregiudicato. Infine, Alfredo Sibilla, 29enne di Bari, affiliato al clan Di Cosola, pluripregiudicato e “specializzato” nella gestione delle estorsioni, delle rapine, oltreché più volte arrestato per detenzione di armi.