Ospedale San Raffaele a Taranto, la Regione Puglia versa 4,2 milioni per un’opera mai realizzata

Il consigliere regionale del Movimento Schittulli-Area Popolare, Luigi Morgante, ha presentato oggi un’interrogazione urgente al Presidente della Giunta, Michele Emiliano e all’Assessore al Bilancio, Raffaele Piemontese in merito alla liquidazione della Fondazione San Raffaele del Mediterraneo, alle spese sostenute dall’ente per un’opera (un nuovo ospedale di eccellenza a Taranto) mai realizzata, e dell’eventuale recupero dei sostanziosi anticipi già versati. “Nell’interesse della pubblica amministrazione, dell’Unione Europea e dei pugliesi che hanno il diritto-dovere di sapere quanto è costata alla fine alla collettività un’operazione discussa e poi naufragata, e come sono state impiegate le risorse impiegate e gli eventuali beneficiari. E per conoscere se ‘le opportune azioni di recupero’ all’epoca dei fatti promesse sono mai state avviate, e quali risultati hanno prodotto”, sottolinea.

Nell’interrogazione il consigliere ricostruisce nei dettagli il complesso iter della tormentata vicenda: dalla sottoscrizione risalente al 27 maggio 2010, alla presenza del notaio incaricato, presso la Cittadella della Carità, a Taranto, dell’atto pubblico della costituzione della Fondazione San Raffaele del Mediterraneo – H. S. R. M., che avrebbe dovuto progettare, realizzare e gestire il nuovo ospedale pubblico di Taranto (la firma dei rappresentanti dei tre soggetti promotori: il Presidente Nichi Vendola per la Regione Puglia, Domenico Colasanto per l’Asl Taranto,  Vito Santoro per la Fondazione San Raffaele di Milano, oltre a Michele Pelillo, assessore regionale al Bilancio, e a Ippazio Stefano, Sindaco di Taranto, in qualità di testimoni), alla portata dell’investimento previsto, inizialmente di 220 milioni di euro, per gran parte coperto con fondi statali e regionali (questi ultimi per l’importo di 120 milioni, derivanti dalla rimodulazione della Linea di Intervento 10. Fas. 3.1, approvata con Deliberazione di Giunta Regionale n. 320 del 9 febbraio 2010).  Dalla gravissima crisi finanziaria – esplosa l’anno successivo – della Fondazione San Raffaele del Monte Tabor, fondata nel 1958 e presieduta da don Luigi Verzé, anima dell’Ospedale San Raffaele di Milano e rettore dell’omonima Università Vita-Salute (morto nel dicembre dello stesso anno), con debiti stimati addirittura intorno al miliardo di euro, alla volontà ribadita di Vendola di procedere con il progetto confermando gli ingenti investimenti previsti.

“Solo il 23 gennaio 2012 la Giunta regionale della Puglia ha avviato il procedimento di revoca della partecipazione alla Fondazione San Raffaele del Mediterraneo, procedendo contestualmente al recupero delle ‘utilitas’ già prodotte dalla Fondazione” ricorda ancora Morgante. “Sono state così revocate le delibere con le quali la Regione Puglia aveva dato il via libera alla discussa iniziativa, tra le quali quella relativa alla sottoscrizione dell’Accordo Quadro sottoscritto tra Regione, Comune di Taranto e Fondazione San Raffaele, e quella con la quale la Giunta regionale assegnava alla Fondazione San Raffaele del Mediterraneo una prima quota di finanziamento per la realizzazione dell’Ospedale, pari a 60 milioni di euro, quale anticipazione del Par-Fas 2007-2013”, ricorda ancora. Con particolare riferimento alla delibera di giunta n. 331 del 2010, e alla parte mantenuta in cui nella stessa si “dispone la nomina dei consiglieri di amministrazione della Fondazione San Raffaele del Mediterraneo di Taranto, al fine di permettere ai consiglieri di promuovere le azioni finalizzate allo scioglimento, alla liquidazione della Fondazione tarantina ed alla restituzione alla Regione degli acconti sulle anticipazioni ai finanziamenti deliberati”.
Da qui l’interrogazione per conoscere ed esaminare nei dettagli “la documentazione relativa all’eventuale restituzione alla Regione Puglia degli acconti già versati inerenti i finanziamenti utilizzati, stimati in un ammontare pari a 4 milioni e 200mila euro. Se, quando e come è avvenuta la consegna e la restituzione di tutte le ‘utilitas’ e dei beni immateriali e materiali prodotti dalla Fondazione; e ancora, se e quando è possibile aver visione e conoscenza dell’apposito verbale di consegna in contraddittorio con il Responsabile del procedimento, Dirigente del Servizio Controlli della Regione Puglia, e con il Responsabile dell’Area Gestione Risorse Finanziarie dell’Asl di Taranto”.