Aziende agricole irregolari, a Foggia la maglia nera. “Caporalato va considerato un reato mafioso”

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“Delle 1.818 ispezioni effettuate nelle imprese agricole pugliesi dal ministero del Lavoro nel 2014, 925 (circa il 50%) si sono concluse con irregolarità”. È quanto emerge dal report della Flai Cgil su ‘Agricoltura e lavoro migrante in Puglia’ presentato a Bari. “La percentuale di maggiori irregolarità – è stato reso noto – sono state rilevate a Foggia (62%), Lecce (61%), Taranto (60%), Brindisi (40%) e Bari (37%)”.
Le “maxi-sanzioni comminate per lavoro nero sono state 1.161: Bari è in testa con 546 multe”. Ordinando invece “le province per numero di lavoratori cui si riferiscono le irregolarità accertate”, si nota “che Bari, con la percentuale più bassa di irregolarità rilevate, conta da sola 542 lavoratori con irregolarità (pari al 41,7% dei lavorato con irregolarità totali)”. Seguono “Foggia (351), Brindisi (234), Lecce (97) e Taranto (75)”. Per il segretario della Flai Cgil Puglia, Giuseppe De Leonardis, “si preferisce più stare attenti all’immagine e non vedere le irregolarità perchè salvaguardare il prodotto è essenziale”.

Invece, ha sottolineato, “occorrerebbe vedere i 50mila lavoratori a nero in Puglia, per la maggior parte dell’Africa subsahariana, 15mila dei quali vivono nel ‘ghetto’ di Rignano Garganico“.
“Anche le morti”, ha aggiunto riferendosi ai quattro decessi di braccianti la scorsa estate in Puglia, “non hanno avuto cittadinanza nel dibattito regionale”, mentre “le imprese agricole pugliesi non hanno avuto neppure una ispezione da quando esiste in Puglia la legge sugli indici di congruità, in base al rispetto della quale vengono erogati contributi pubblici”.

Per l’assessore regionale al Lavoro, Sebastiano Leo, il “caporalato deve essere considerato un reato mafioso”. “Perciò – ha aggiunto – serve un’azione condivisa delle istituzioni” e “tenere alta l’attenzione su questo problema”. “Nell’ultimo incontro con il prefetto di Bari – ha concluso – ho proposto l’azione sinergica di tutte le prefetture e dei sindaci pugliesi”.