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Home - Il Castello di Lucera cade a pezzi ma è tagliato fuori dai finanziamenti europei. Grido d’allarme di Tutolo

Il Castello di Lucera cade a pezzi ma è tagliato fuori dai finanziamenti europei. Grido d’allarme di Tutolo

Di Paola Lucino
28 Settembre 2015
in Cultura&Società
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“Voglio capire se loro ci tengono a questo monumento per le generazioni future oppure no”. “Loro” sono il Mibact (Il Ministero dei Beni culturali) e la Sovrintendenza, l’autore della lettera inviata è il sindaco di Lucera Antonio Tutolo. Per il progetto di messa in sicurezza della struttura svevo-angioina mancano i soldi. Il Comune ha evitato il dissesto chiedendo il fondo di rotazione e Tutolo sottolinea l’impossibilità di “occuparsi dell’illuminazione e di chiudere le buche per mancanza di fondi”. In ogni caso il castello resta in agenda.

L’anno scorso le macchinette per l’accesso al maniero vennero sostituite dal biglietto perché con i mezzi in uso fino a quel momento si coprivano i costi delle macchinette stesse. “Vengano qui a fare una verifica, a vedere le torri staccate di 20 centimetri dalla fortezza e poi mi dicano se sono pazzo a lanciare questo grido d’allarme”, dice un sindaco molto adirato.

Il programma culturale europeo

tutolo antonioDi recente la Commissione europea ha approvato il programma operativo culturale 2014-2020 cofinanziato da fondi Fesr per 410milioni di euro circa. Finora ne sono stati stati spesi una minima parte. Il programma esclude Lucera perché gli “attrattori” individuati sono: Il Castello Svevo di Trani e Bari, il Museo archeologico di Manfredonia, l’area archeologica di Manduria (Ta), l’area archeologica di Egnazia (Fasano).

Poiché non si fa riferimento ad una delle fortezze più grandi d’Europa il sindaco annota: “Si favoriscono strutture ben conservate e che non presentano particolari problemi di stabilità mentre quel patrimonio storico minato da problemi di dissesto può andarsene in malora. In base a quale criterio si prendono queste decisioni? Non ne faccio una questione di campanilismo ma di attenzione ad un monumento da tramandare alle generazioni future”.

Un progetto costoso

Un progetto di recupero esiste presso il Mibact, redatto dalle precedenti amministrazioni (non si capisce bene quale, eppure nella lettera si fa esplicito riferimento alla sua esistenza) ma le coordinate non le conosce né il sindaco, né l’assessore al bilancio Fabrizio Abate né l’attuale assessore alla cultura Federica Triggiani. In base alle direttive europee, questo è certo, il progetto da presentare deve essere “immediatamente cantierabile”, uno preliminare al 99% non sarebbe accettato.

Il calcolo di Tutolo è che potrebbero occorrere almeno 120-130mila euro, una cifra proibitiva per le casse esangui dell’ente. Lui si dice pronto a gesti eclatanti cui, fra l’altro, non è nuovo. L’anno scorso, per esempio, si incatenò davanti alla Asl di Lucera per rivendicare il servizio Tac. “Sono disposto anche a fare una colletta in mezzo alla strada fra i cittadini ma poi il progetto me lo devono finanziare. Potrei fare un’ordinanza per limitare il transito nella zona ma non ci penso proprio”.

La lettera si conclude con questo monito: “Voglio  rilevare che l’articolo 494 del codice penale punisce il disastro colposo con pene severissime, e ritengo che, a questo punto, ricorrano tutti gli elementi psicologici e fattuali che potrebbero configurare il reato in oggetto, essendo ben nota a codesto Ministero la situazione della Fortezza Svevo-Angioina”.

L’ostacolo della progettazione è stato superato per quegli incarichi fiduciari fino a 40mila euro. Il regolamento varato dal Comune è il seguente: un tecnico regala un progetto al Comune e se viene finanziato le fasi successive sono affidate al tecnico che ha fatto il dono. Solo che per la fortezza svevo-angioina è tutta un’altra storia.

Tags: Antonio TutoloCastello di LuceraEuropaFabrizio AbateLuceraMibact
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