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Home - Riapertura “anticipata” della stagione di caccia, la Lipu furiosa: “Ennesima presa in giro…”

Riapertura “anticipata” della stagione di caccia, la Lipu furiosa: “Ennesima presa in giro…”

Di redazione
2 Settembre 2015
in Turismo
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Ancora il solito sotterfugio: l’apertura “ufficiale” della stagione venatoria dovrebbe essere la terza domenica di settembre ma con scappatoie interpretative e normative la si anticipa ai primi di settembre. Oggi 2 settembre, in Puglia è già caccia aperta a diverse specie.

“Questa presa in giro non è estemporanea – ricorda Enzo Cripezzi della LIPU pugliese – ma diventa ormai una consuetudine che trasforma l’inizio di settembre in una apertura ordinaria del periodo di caccia in Puglia. Ciò comporta gravi conseguenze sulla fauna selvatica tenuto conto che in questo momento ci sono specie che non hanno ancora completato il ciclo riproduttivo“.

Anche quest’anno la LIPU pugliese ha dovuto contestare questa ma anche molte altre assurdità, nell’ambito del Comitato Tecnico Faunistico Venatorio Regionale preposto a vagliare preventivamente il Calendario Venatorio 2015-2016, strumento che annualmente dovrebbe regolare tempi e modalità dell’attività di caccia in base a norme regionali e criteri scientifici.

La LIPU aveva evidenziato molti aspetti negativi già oggetto di censura da parte dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale già Istituto nazionale Fauna Selvatica) con le sue direttive e il suo parere obbligatoriamente acquisito dalla Regione ma platealmente disatteso.

Ecco infatti pre-apertura per diverse specie (Tortora, Merlo, Quaglia, Colombaccio, Lepre…), ma anche chiusura tardiva per altre (diverse anatre ed altri acquatici oltre a Beccaccia, Tordo bottaccio, Tordo sassello….).

E ancora sulle modalità di caccia da appostamenti fissi, gli orari e il prematuro inizio al 22 agosto consentiti per l’addestramento cani, (in deroga, indiscriminatamente su qualsivoglia territorio e per di più in periodo non circoscritto con evidenti danni per la riproduzione della fauna selvatica) o il grave rischio di inquinamento genetico causato dal rilascio di quaglie giapponesi per le “gare cinofile”.

Altra perla, bacchettata perfino dalla Corte costituzionale, è la possibilità di caccia ai migratori spostandosi liberamente sull’intero territorio regionale senza alcun legame cacciatore-territorio come invece previsto con la fauna stanziale.

“Tutto ciò  – precisa Paola Lodeserto, vice presidente dell’associazione ambientalista – nonostante i richiami della Commissione Europea, che lo scorso autunno attraverso la Procedura Pilot (EU PILOT 6955/14/ENVI) – anticamera della procedura di infrazione – aveva evidenziato diverse criticità sulla caccia in Italia, tra le quali l’esercizio venatorio nei confronti di specie in cattivo stato di conservazione e durante la migrazione prenuziale, quando si colpiscono proprio i riproduttori“.

Per domani, 3 settembre il Servizio Caccia regionale ha convocato un incontro presieduto dall’Assessore al ramo Di Gioia con le componenti ambientaliste nel Comitato Tecnico Faunistico Venatorio per discutere “eventuali” modifiche al Calendario Venatorio.  Si tratta di un incontro parallelo a quello con altre componenti (cacciatori e agricoltori) per valutare la situazione.

Per la LIPU ciò rappresenta un’occasione, tardiva e in parte compromessa dalla pre-apertura in atto, per rettificare il Calendario ed evitare gravi conseguenze pecuniarie dalla CE che potrebbe perfino sospendere i fondi comunitari previsti per la Puglia.

“Diversamente – conclude Cripezzi – si consumerebbe l’ennesimo, grave atto al patrimonio della collettività rappresentato dagli animali selvatici, che tende a soddisfare in via prioritaria le richieste dell’estremismo venatorio anteponendolo alle esigenze generali, quindi di tutti i cittadini, di tutela della fauna“.

Tags: AmbienteCacciacapitanataEnzo CripezziLipuPuglia
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