Adieu aeroporto di Foggia, non è uno scalo di interesse nazionale. In Puglia ok a Bari, Brindisi e Taranto

Gli aeroporti pugliesi di Bari, Brindisi e Taranto sono stati inseriti fra i 38 scali ritenuti di interesse nazionale. A prendere la decisione è stato il Consiglio dei ministri, che ha approvato uno schema di decreto del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. I tre aeroporti pugliesi vanno ad aggiungersi ai sei siciliani, ai due campani e ai tre calabresi, che completano la classifica del Sud Italia. Non sono riusciti ad entrare nella speciale classifica gli scali di Foggia, Verona e Genova.

Il decreto, che passa così l’esame definitivo, individua gli aeroporti e i sistemi aeroportuali di interesse nazionale, quali nodi essenziali per l’esercizio delle competenze esclusive dello Stato, tenendo conto delle dimensioni e della tipologia del traffico, dell’ubicazione territoriale e del ruolo strategico dei medesimi, nonché di quanto previsto nei progetti europei Ten. Il provvedimento, spiega la nota, “è finalizzato allo sviluppo del settore all’interno di una governance che contemperi le esigenze della domanda di traffico nazionale e internazionale con quelle di sviluppo dei territori, di potenziamento delle infrastrutture necessarie, di utilizzo proficuo delle risorse pubbliche impiegate e di efficientamento dei servizi di navigazione aerea e degli altri servizi resi in ambito aeroportuale. L’individuazione degli aeroporti di interesse nazionale, quali nodi essenziali per l’esercizio delle competenze esclusive dello Stato, si pone, inoltre, in linea con la programmazione nazionale del settore nonché con la razionalizzazione delle infrastrutture aeroportuali e dei relativi servizi”.

Le polemiche sui fondi europei

La Regione Puglia aveva deciso di rispondere ai rilievi di ordine tecnico-economico sollevati dalla Commissione europea rispetto al progetto di allungamento della pista aeroportuale dello scalo “Gino Lisa” di Foggia. È la decisione che è stata condivisa al termine dell’ultima riunione convocata a Bari dall’assessore alle Infrastrutture della Regione Puglia, Giovanni Giannini. All’incontro che è stato presieduta dagli assessori regionali al Bilancio, Raffaele Piemontese, e all’Agricoltura, Leonardo di Gioia, erano presenti l’assessore ai Lavori pubblici del Comune di Foggia, Antonio Bove, il segretario generale della Camera di Commercio di Foggia, Matteo Di Mauro, il direttore amministrativo di Aeroporti di Puglia SpA, Patrizio Summa. “L’elemento più rilevante emerso dall’incontro è una rinnovata convergenza di tutti gli attori istituzionali intorno all’obiettivo comune del potenziamento dell’aeroporto di Foggia – aveva detto l’assessore Piemontese – evidenziando la scelta di rispondere subito agli elementi di ordine tecnico-economico in modo da affrontare con maggiore serenità il tema della quota di cofinanziamento privato, che appare ineludibile alla luce dei nuovi indirizzi comunitari in materia di aiuti di Stato”. “L’intenso carteggio tra Bari e Bruxelles testimonia l’attenzione continua che l’apparato tecnico-amministrativo della Regione ha assicurato rispetto a un dossier complesso”, aggiunse l’assessore di Gioia, auspicando che “la vasta mobilitazione che ha attraversato tutta la provincia di Foggia sappia ora tradursi in impegni concreti allo scopo di rafforzare una prospettiva che non può certo esaurirsi nel cantiere per l’allungamento della nuova pista”. L’assessore regionale Giannini aveva fatto discutere per alcune dichiarazioni a l’Immediato: “Non possiamo sempre pensare al Gino Lisa. Si dicono troppe fesserie e girano voci infondate. Qui c’è gente che non può mangiare, altro che aeroporto”.

L’indagine della Corte dei conti

L’interesse della Corte dei Conti è incentrato proprio sulla verifica della legittimità degli atti, in modo da escludere l’ipotesi che si possa trattare di incarichi attribuiti in violazione della legge, o a tariffe troppo elevate, e dunque con la conseguenza di un danno erariale alle casse di Aeroporti. Su cui, come ricorda la Gazzetta del Mezzogiorno, c’è già almeno un precedente fascicolo erariale aperto. L’inchiesta, partita da una interrogazione parlamentare del deputato grillino Diego De Lorenzis, ha portato la Corte dei Conti – tramite la Finanza – ad acquisire una enorme mole di documentazione: dal servizio di controllo dei bagagli a Bari (2008) e a Foggia (2010), al contratto per l’allontanamento dei volatili dalle piste, dall’acquisto dei carburanti e delle divise al giardinaggio, dall’incarico per la revisione legale a quello per la manutenzione delle macchine di servizio. Il tutto senza dimenticare gli stipendi di dirigenti e manager di Aeroporti, a partire dal direttore generale Marco Franchini (circa 330mila euro lordi l’anno) fino all’ex amministratore unico, Domenico Di Paola.