Colpo alla mala viestana, preso Marco “Pallone” Raduano. Era suo l’arsenale sorvegliato dal serpente

Beccato Marco Raduano, 32 anni, detto “Pallone”, braccio destro di Angelo Notarangelo, boss viestano morto ammazzato lo scorso gennaio. Arresto eseguito da commissariato di Manfredonia e Squadra Mobile di Foggia. Impressionante il curriculum di Raduano: reati contro il patrimonio, furto, ricettazione e riciclaggio. Ma soprattutto reati contro la persona, tra i quali rapina e tentato omicidio oltre a diversi precedenti per droga. Ma il 32enne è noto soprattutto per il legame con Notarangelo. I due, protagonisti del processo “Medioevo”, per anni hanno tenuto sotto scacco l’imprenditoria locale con richieste estorsive sempre più esose. Proprio nel corso di quel processo, alcuni imprenditori decisero di raccontare tutto, svelando il sistema di pressioni praticato dal clan. Come raccontato da l’Immediato, i Raduano, dopo la morte del boss Notarangelo detto “cintaridd”, avrebbero tentato la scalata al potere sul Gargano, anche grazie all’immenso arsenale (sorvegliato da un serpente) ritrovato settimane fa dalla polizia. Un arsenale riconducibile proprio a Raduano. 
Vieste, il più importante centro turistico del Gargano, recentemente è balzato all’attenzione della cronaca nera nazionale e locale per il verificarsi di gravissimi fatti di sangue sintomatici di uno scontro al vertice delle organizzazioni criminali locali per il controllo di lucrose attività illecite legate all’attività estorsiva nel settore turistico ed ai traffici di armi e stupefacente. Basti ricordare l’uccisione del boss Angelo Notarangelo detto “cintaridd”, il tentato omicidio del suo amico Emanuele Finaldi detto “martufello”, avvenuto lo scorso aprile e la successiva uccisione di Marino Solitro detto “Marinuccio”, nonché numerosi altri episodi intimidatori a danno di esponenti di spicco della mala viestana.

Serpente Vieste
Lo scorso 20 giugno, nel corso di complesse attività di indagine, coordinate dalla Procura Distrettuale Antimafia di Bari e dalla Procura della Repubblica di Foggia, personale della Polizia di Stato del Commissariato di Manfredonia assicurava alla Giustizia un insospettabile incensurato viestano, Matteo Dies, di anni 43, ex guardia giurata di un noto istituto di vigilanza locale, avente il compito di custodire un vero e proprio arsenale che, sin da subito, è apparso direttamente riferibile ai clan di criminalità organizzata operanti a Vieste e nelle zone limitrofe.
Presso la sua abitazione di via Dante Alighieri civico 135, in particolare all’interno di un box di pertinenza della stessa, veniva rinvenuto un arsenale di armi, tra mitra, fucili automatici di precisione dotati di sofisticati cannocchiali, fucili a pompa, pistole e munizioni di ogni genere e calibro, silenziatori, passamontagna e ricetrasmittenti.
De Paolis e AnnichiaricoProprio per l’imponenza e la pericolosità del materiale sequestrato gli investigatori hanno ritenuto di aver messo le mani sull’armiere e sull’arsenale della criminalità locale e, considerando i gravissimi fatti di sangue di cui si è detto, il materiale veniva consegnato al Gabinetto Regionale Polizia Scientifica di Bari per i necessari rilievi balistici che permetteranno con ogni probabilità di chiarire le dinamiche criminali garganiche, soprattutto dei recenti fatti di sangue.
Dall’arresto di Dies si è intensificata l’attività di indagine che ha permesso di ricondurre univocamente la disponibilità dell’arsenale sequestrato al sorvegliato speciale Raduano, che tra l’altro per diverso tempo ha mantenuto la sua residenza nello stesso stabile di via Dante Alighieri civico 135.





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