Intillimani e “lavoro perduto” chiudono FestambienteSud, commosso ricordo di Antonio Facenna

Gli Brassbang
La Brass Bang

Era una voce sola quella del pubblico della piazza d’armi del castello di Monte Sant’Angelo, quando cantava il ritornello del brano simbolo della carriera artistica degli Intillimani, diventato anche simbolo universale della lotta contro la tirannia. “El pueblo unido”per chiudere un lungo concerto che era iniziato con un lavoratore della Sangalli Vetro di Manfredonia, Teodoro Impagnatiello, in rappresentanza di quei lavoratori che hanno perso e continuano a perdere posti di lavoro: “la nostra battaglia non è per l’assistenzialismo o per avere gli ammortizzatori sociali, ma è una battaglia per la nostra dignità e per la dignità di un intero territorio”. Rossella Muroni, direttore generale di Legambiente ha sottolineato che “c’è bisogno di grande solidarietà nei confronti dei lavoratori, ma anche di una politica onesta e attenta, e di una classe imprenditoriale altrettanto onesta che pensi meno alla tasca personale e più agli interessi del Paese. Spesso lavoro e ambiente sono stati visti come contrapposti: non è assolutamente vero, perché la qualità ambientale porta lavoro, bellezza e qualità territoriale. Sarebbe molto più facile uscire dalla crisi se tutti facessero il loro mestiere. Noi siamo al fianco dei lavoratori e volevamo iniziare il concerto degli intillimani con una storia di lavoro, in questo caso di lavoro negato, che speriamo invece che sia una vertenza che finisca bene”. Anche Jorge Coulon, storico fondatore degli Intillimani, sembra intervenire dal palco, tra un brano e l’altro, in risposta al grido di dolore di chi perde lavoro e dignità: “negli anni settanta lottavamo contro le dittature, oggi il nostro avversario è la tirannia delle banche che tengono in ostaggio gli stati più deboli e la dignità di cittadini e lavoratori”.

Gli Apres la Classe
Gli Apres la Classe

FestambienteSud 2015 era partita con la notizia, nel giorno stesso dell’apertura, dello scioglimento per mafia dell’amministrazione e della giunta comunale della città che la ospita. Alle 20 del 17 luglio erano centinaia i cittadini nel chiostro delle clarisse all’inaugurazione ufficiale del festival, in cerca conferme e conforto per una notizia che ha lasciato tutti sgomenti. Poi è proseguita all’insegna della grande partecipazione, del grande jazz scelto da Paolo Fresu, dello splendore ascetico dell’abbazia di Pulsano per i concerti del tramonto, delle nottate nel chiostro delle Clarisse con la Cantina del Mediterraneo. Della magnifica triade concertistica con il Trio Med, il solo di Omar Sosa e la grande festa di pubblico per la “Brass Bang!” di Fresu e compagni.

La seconda tappa del festival ci ha regalato un altro momento clou con il premio “Antonio Facenna” del 25 luglio, destinato a giovani agricoltori e intitolato al giovane allevatore travolto dall’alluvione che ha colpito il Gargano nel 2014, mentre cercava di mettere in sicurezza il suo bestiame. È stato un momento emotivo molto forte anche per la commemorazione della figura di Antonio e per la presenza della sua famiglia. Quella sera tutte le istituzioni (compreso il commissario straordinario Andrea Cantadori, che nel frattempo su mandato del Ministero degli Interni ha preso in mano le redini della città, e il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano) e l’intero territorio si sono radunati attorno al ricordo di un ragazzo scomparso, alla sua famiglia, ma anche attorno a una figura simbolo di un modo diverso di guardare la terra e l’agricoltura. La seconda tappa del festival è stata quella che ha invaso il cuore del centro storico di Monte Sant’Angelo con i grandi cantastorie Otello Profazio, Tonino Zurlo e Gualtiero Bertelli, ma anche con i tre concerti di Murubutu, Meg e Aprés la Classe, che hanno radunato migliaia di giovani in Largo Dauno.

La visita di Paolo Fresu
La visita di Paolo Fresu qui insieme a Franco Salcuni

“Monte Sant’Angelo è una città di una bellezza straordinaria, l’ambiente ideale per fare musica in un contesto incantevole. Il paesaggio, le chiese, il centro storico sono bellissimi”, così Paolo Fresu che ha diretto la prima tappa del festival “Ho collaborato alla scrittura del programma del festival pur sapendo di non poter essere presente tutti i giorni perché conosco la qualità del lavoro che si fa a qui, ma se la collaborazione continua sarò fisicamente sul posto a seguire evento per evento tutto il festival, come faccio sempre”.

Franco Salcuni, ideatore e direttore dei FestambienteSudesprime la sua soddisfazione: “Il bilancio dell’XI edizione di FestambienteSud è esaltante per la partecipazione, ma soprattutto per la qualità delle relazioni che Legambiente sta mettendo in campo per far crescere il festival e il territorio. Innanzitutto la disponibilità di Paolo Fresu a collaborare alla direzione artistica ci ha aiutati a mantenere alta la qualità del cartellone musicale, in continuità con il precedente biennio di collaborazione con gli Area. Poi la collaborazione con Slow Food, sempre più partner paritario nel festival, ci ha permesso, assieme alla grande disponibilità del Gal Gargano che ha inserito FestambienteSud come tappa fissa della sua programmazione estiva, di centrare il tema delle “braccia restituite all’agricoltura” con una serie d’iniziative di valorizzazione, formazione e riflessione che hanno reso visibile un modo diverso di nutrirsi, di lavorare la terra e di godere dei suoi prodotti. Ringraziamo la comunità di Monte Sant’Angelo, i numerosi volontari del festival, la Regione Puglia, Slow Food, il Gal Gargano, il Parco nazionale del Gargano, la comunità monastica di Pulsano, gli sponsor, per averci aiutati quest’anno e diamo appuntamento all’anno prossimo dal 21 al 31 luglio 2016, sempre con la collaborazione di Slow Food e Paolo Fresu, che ha confermato la sua disponibilità a guidarci tra le meraviglie dell’universo musicale”.

Salvatore Taronno, vice presidente di Slow Food individua nel “seminario di formazione per cuochi sull’identità e nel premio Antonio Facenna i momenti qualificanti della collaborazione tra Slow Food e Legambiente, collaborazione che continuerà anche nei prossimi anni”.

antonio-facenna

Ecco i premiati del Premio Antonio Facenna:

L’Azienda Agricola Marco Campobassodi Castellaneta Marina (TA) viene premiata per aver creduto nel ritorno alla terra e aver convertito l’azienda famigliare interamente al biologico, tanto da divenire buona pratica per esperienze formative di alta qualificazione.

L’Azienda Paternò Vigneti e Cantinedi Noto (SR) viene premiata come esperienza di imprenditoria agricola femminile, che ha saputo valorizzare la tradizione e le peculiarità della propria terra rivisitandole nella chiave della sostenibilità e della qualità dei sistemi di produzione.

L’Azienda Annamaria Desiante di Gravina di Puglia (BA) viene premiata come esempio di successo dell’imprenditoria agricola femminile e per la sua scelta di recuperare coltivazioni tradizionali come il grano Senatore Cappelli, rivisitate con sistemi di produzione innovativi e sostenibili.

L’Azienda Agricola Giuliana Giuliani di Pratoviene premiata per la sua attenzione alla conservazione della biodiversità toscana attraverso la riscoperta di coltivazioni e allevamenti  della tradizione agricola, quali strumenti privilegiati per prevenire il consumo di suolo.

L’Azienda Agricola Donna Tina di Stigliano (MT) viene premiata per l’ecletticità della sua attività che va dalla produzioni agricole di qualità tipiche del loro territorio fino alla produzione di cosmetici con olio d’oliva e latte d’asina. A questo si unisce un lavoro di coinvolgimento di ragazzi diversamente abili nell’attività dell’azienda stessa.

L’Impresa Agricola “La semente” di Spello (PG) viene premiata per essere un esempio di impresa che fa recupero sociale all’interno di attività agricole di qualità.

L’Azienda agricola Arianna Occhipinti di Vittoria (RG) viene premiata per essere una storia al femminile di ritorno alla terra, che ha scommesso su una vinificazione di qualità improntata all’utilizzo di una metodologia di agricoltura biodinamica.

L’Azienda Agricola Nicoletta di Settimo Vittone (TO) viene premiata per conciliare con la sua attività tecniche di allevamento di alta qualità ed ispirate alla tradizione con un lavoro di cura e manutenzione del territorio montano che ha come conseguenza la prevenzione di  fenomeni  di dissesto idrogeologico.

L’Azienda Piana delle Mandrie di Bovino (FG) viene premiata per la capacità di far incontrare tradizione e innovazione sperimentando nuove tecniche di produzioni casearie.

L’Azienda Agricola Casale di Martignano di Campagnano (RM) viene premiata per il suo impegno ambientale per una agricoltura biologica e di qualità unito a percorsi lavorativi inclusivi che grazie ad un programma di microcredito offre occupazione a rifugiati politici e immigrati.

PREMIO SPECIALE alla Comunità dei Monaci di Santa Maria di Pulsano di Monte Sant’Angelo (FG), per aver dato una nuova vita all’abbazia di Pulsano e alla sua terra, dopo quasi due secoli di abbandono e degrado.