Sindaci ribelli a Montecitorio, dalla Capitanata un solo grido: “No ai tagli per i piccoli comuni”

“Mi dicono sempre più spesso che occorre una discreta dose di follia per il fare il sindaco oggi, al tempo dei tagli e della crisi, della cattiva politica e della politica cattiva”. Scrive così Gianfilippo Mignogna sul suo blog. Il primo cittadino di Biccari, come aveva raccontato al nostro giornale, è tra quelli accorsi a Roma per dire no ai tagli ai piccoli comuni.

“Giunti dalla Lombardia e dalla Calabria, dal Piemonte e dalla Campania, dalla Puglia e dall’Emilia, per prendersi uno spicchio di Piazza Montecitorio e gridare al Palazzo che in questo modo non si può andare avanti. Pazzi, perché ancora innamorati della Politica e della propria Terra. Ancora disposti a lasciare famiglia e lavoro per correre appresso al sogno di vedere migliorato il proprio paese. Pazzi, perché non rassegnati all’idea di veder cancellata la storia centenaria dei loro Piccoli Comuni”.

Tutti con le stesse angosce e preoccupazioni. “La mortificazione di non poter dare risposte concrete alla propria gente. Il senso di impotenza di fronte ad uno Stato che, in maniera perversa, sembra divertirsi a creare ostacoli e difficoltà alla sua parte più piccola, debole ed indifesa. Ma anche più vera e più vicino alla gente. Ma c’è dell’altro, anche. Ho sentito la loro fierezza ed il loro orgoglio. La dignità della loro Terra ed il coraggio della loro resistenza.

E’ stato un enorme piacere rappresentare i Monti Dauni – conclude Mignogna – insieme a Guerino De Luca e Noè Andreano ed incontrare di persona, tra gli altri, due Sindaci ribelli come Sergio Pirozzi e Francesco Trebisacce. Due che lottano come pochi altri”.