Due ragazzi di 22 anni aprono una fumetteria a Cerignola. La storia di Antonio e Giuseppe

“Non leggete per divertirvi, non leggete per istruirvi. No, leggete per vivere”. Questa famosa citazione di Flaubert deve essere davvero sconosciuta in una città di provincia, come Cerignola. Quasi 60mila abitanti,  nessuna libreria e una vera emorragia di lettori. Nell’ ”Università del Crimine”, come è stata impietosamente ribattezzata, non sono di certo i libri gli strumenti di ‘formazione’. La scuola, in rete con le parrocchie e le associazioni, fa quel che può ma è la strada la ‘cattiva maestra’. E si sa, l’ignoranza è humus per la criminalità. Ma a volte, una folata di vento porta con sé qualche miracolo e, se centinaia di giovani fanno le valigie ed emigrano, c’è ancora qualche ‘folle’ che sceglie di restare e di combattere la crisi e il pregiudizio a suon di libri.

foto fumetteria 3E’ questa la storia di Giuseppe Serra e Antonio Tortorella, due giovanissimi, nemmeno 22enni, titolari della fumetteria “Arkham Comics and Games” che da qualche mese ha aperto i battenti in via Eduardo de Filippo, 9.  A raccontarci questa bella avventura, al sapore di fumetti e videogiochi, è uno dei due soci, Giuseppe.

“Io e Antonio- racconta- ci siamo entrambi diplomati all’Istituto Tecnico Commerciale di Cerignola. Siamo praticamente fratelli, ci conosciamo da quando eravamo bambini, quindi siamo cresciuti con le stesse passioni e gli stessi interessi. L’idea di aprire una fumetteria è nata in un momento di noia, quasi per gioco. Continuavamo a dirci che era assurdo che in un paese di quasi 60mila persone non ci fosse una fumetteria o una libreria, impossibile che in un paese di queste dimensioni non ci fossero persone interessate come noi al mondo del fumetto”. 

 “E’ stato un azzardo,-confessa Giuseppe- soprattutto perché sapevamo quale fosse il target predominante a Cerignola, ma abbiamo comunque voluto tentare. Volevamo dare ai ragazzi Cerignolani ,e perché no anche dei paesi limitrofi, un rifugio. Il nostro obbiettivo, infatti, era quello di costruire qualcosa che potesse essere una seconda casa per i ragazzi, un luogo nel quale potessero sentirsi liberi di esprimere le loro opinioni e confrontarsi”. Un progetto per il quale Antonio e Giuseppe hanno investito tutti i loro risparmi e rinunciato alla stabilità di un ‘posto fisso’.

“Ci abbiamo creduto – spiega Giuseppe a l’Immediato – tanto da abbandonare la stabilità di un lavoro fisso, poiché entrambi lavoravamo insieme presso il tabacchino del papà di Antonio (lui ancora ci lavora)”. Ma le difficoltà non sono mancate. “Costruire tutto questo non è stato per niente facile-ammette- Non essendoci  nessun altro posto simile prima, non sapevamo quali tipi di passioni e di gusti avesse il ragazzo “nerd” cerignolano, quindi abbiamo cercato di inserire dentro la fumetteria più cose possibili: Tv e consolle per i videogiocatori, una grande varietà di Comics e Manga e anche tavoli e posti a sedere per i giocatori di carte collezionabili, quali Magic The gathering e Yu-gi-oh!”

Decine i giovani che frequentano assiduamente la fumetteria di Giuseppe e Antonio per sfogliare un manga o per un torneo di Yu-gi-oh, dopo la scuola. Anche se non è inconsueto incontrarvi trentenni in giacca e cravatta, pronti per andare a lavoro. Il fumetto, infatti, è sogno, evasione, un’arte (la Sequential Art) che appassiona un pubblico trasversale per età, professione e cultura. Un linguaggio originale che usa l’icona per rappresentare la realtà e per interpretarla, in una dimensione onirica popolata da atmosfere gotiche e fantastiche, creature magiche e stregonerie, personaggi umani  o alieni. Maschere che incarnano valori e proiezioni del mondo e permettono di compiere viaggi in realtà parallele. “I giovani hanno bisogno di sognare, per questo si rifugiano nei fumetti”-assicura Giuseppe.

foto fumetteria 2Tra le mille difficoltà e qualche incidente di percorso, la voglia di farcela di Antonio e Giuseppe, la loro passione ed il loro entusiasmo, conditi da una buona dose di originalità e di coraggio, sono stati premiati.

“Alla fine ce l’abbiamo fatta – dicono soddisfatti -. Siamo riusciti, a soli 22 anni e con un budget limitato, ad aprire la prima e tanto attesa fumetteria di Cerignola. Non ci aspettavamo tanto successo.-ammettono timidamente- Eravamo abbastanza pessimisti, non immaginavamo che ci fosse così tanta gente di ogni età che condividesse la passione per il fumetto, anche se tante sono state le persone che hanno cercato di scoraggiarci-aggiungono.- Continuavano a ripeterci che un’attività del genere a Cerignola avrebbe avuto vita breve, che qui è impossibile far nascere attività  diverse dai centri scommesse, che Cerignola è una città culturalmente morta”. Ma l’avventura, anche un po’ temeraria dei due giovani amati del fumetto, sta dando buoni frutti e uno schiaffo morale ai soliti disfattisti, a chi preferisce crogiolarsi nel ‘così fan tutti’, piuttosto che rimboccarsi le maniche e contribuire concretamente al cambiamento di questa città. “Dopo mesi di attività e un buon risultato in termini di vendite e di visitatori,-dicono i titolari di Arkham-abbiamo dato  dimostrazione che Cerignola è viva. Spero  che ciò che abbiamo fatto io e Antonio serva a dar coraggio a tutti quei ragazzi che vogliono investire in questo settore, specie  a Cerignola. Dopotutto, come diceva Gandhi, il futuro dipende a ciò che facciamo nel presente”.  E allora, dovremmo prendere esempio da Antonio e Giuseppe che con impegno e sacrificio sono riusciti a realizzare il loro sogno perché, forse, è la fame di speranza il nostro male peggiore. Tutti abbiamo smesso di sognare, di credere, rassegnandoci al peggio. Forse, ricominciando a sognare e a sperare saremo davvero il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo.