I mal di pancia di Miglio tra San Severo e Palazzo Dogana. Lui annuncia: “Emiliano resta assessore”

Miglio ed Emiliano nel mirino di Dell’Erba

Francesco Miglio annuncia: “Niente dimissioni da presidente della Provincia” e riconferma Michele Emiliano nel suo assessorato. “Non c’è nessuna incompatibilità in quanto l’assessorato non è una carica elettiva. Non abbiamo ancora un dato ufficiale su questo ma sarebbe una dimostrazione di attaccamento al territorio in risposta a polemiche strumentali sollevate prima e dopo la campagna elettorale”. Antonio Stornelli, capogruppo di ‘San Severo democratica’, una delle civiche che ha vinto la campagna per le comunali, è entusiasta di questa possibilità che “blinda” il sindaco in carica: “Sarebbe la prima volta di un assessore è anche presidente di Regione”.

Anche un altro posto in giunta va rivisto. Circa due mesi fa ha lasciato l’incarico alle politiche sociali Mariella Di Monte, assessore “tecnico” che prima o poi dovrà essere sostituito. Miglio non parla di “azzeramento”, Stornelli ritiene che a breve ci sarà una discussione nel partito.

La resa dei conti nel Pd

Dopo le comunali Emiliano cercò in tutti i modi di sanare le spaccature nel Pd locale in un momento in cui il peso delle civiche vittoriose era preponderante, Cecchino Damone rappresentava il plenipotenziario sanseverese in Regione e Raffaele Piemontese, oggi fra quei banchi con la sigla del Pd, un segretario provinciale “sconfitto” nella sua città data la vittoria di Franco Landella.

Oggi gli equilibri sono cambiati e il Pd – che in loco non ha brillato granché perché i 3mila voti di Gigi Damone indicano che la scelta degli attivisti locali è andata in parte a quella lista – potrebbe chiedere il conto. Certo con Michele Emiliano in giunta la strada sarebbe più difficile e il sindaco ripropone quello schema con la possibilità che Cecchino Damone rivesta il ruolo di “direttore generale” al Comune di San Severo.

Palazzo Dogana, la tensione con i dirigenti

A Palazzo Dogana resta alta la tensione con la tecnostruttura. A dicembre una serie di rotazioni dei dirigenti  attuate dal presidente non sono state gradite e, dopo l’ispezione del Mef nel 2013 e i rilievi della Procura della Corte dei conti (fra cui emolumenti pagati al personale)  l’irrigidimento nella firma di una sere di atti ha rallentato l’attività. Sulla vicenda della Diomede, con la sostituzione “a volo” del responsabile della firma per rinnovare il contratto di un mese,  il presidente cercò di dare una sterzata.

Soldi allo Stato: “Federalismo al contrario”

L’ente entro il 30 giugno dovrà restituire allo Stato 14 milioni di euro, una sorta di “federalismo al contrario” dice un rappresentante del personale. Se non riuscisse, le entrate fiscali dell’ente le incasserà direttamente lo Stato. Non facile gestire una situazione in cui l’ente intermedio doveva “morire” a sei mesi dalla legge Delrio,  poi corretta e in parte stravolta dalla legge di stabilità e senza che le Regioni abbiano ancora legiferato in materia come stabilito. Langue l’attività del consiglio.  L’ultima assise è andata deserta mentre i suoi componenti indugiavano nei corridoi. Primo appello, maggioranza 1, minoranza 3. Secondo appello, maggioranza 3 minoranza 3.  Vero che la campagna elettorale per le regionali ha concentrato da tutt’altra parte l’attività degli amministratori, vero anche che a Miglio si rimprovera una certa assenza dal Comune di San Severo come a Franco Landella da quello di Foggia.

Le questioni politiche

Ma a Palazzo Dogana le lamentele dei consiglieri sono di questo tenore: “Abbiamo diritto ad assentarci un giorno dal lavoro senza rimborso spese e dovendo deliberare atti che ci chiamano ad una grande responsabilità, nel frattempo prendiamo solo mazzate”, con riferimento alle sorti incerte dell’ente e con la difficoltà a chiudere in pareggio il bilancio del 2015 e a pagare gli stipendi ai dipendenti nel 2016. In più, a Miglio rimproverano un eccessivo “attendismo” nelle decisioni.

In tutto questo fra il presidente e il suo vice Rosario Cusmai i rapporti sono molto freddi. Il motivo passa ancora per le regionali: il primo ha sostenuto Gigi Damone il secondo Leo di Gioia poi eletto in consiglio regionale. Il ticket partito con grande slancio nelle elezioni cosiddette “di secondo livello” è al primo tagliando. Scossoni post elezioni ma per l’ente che si occupa di trasporti e scuola i problemi veri e irrisolti sono anche altri.