Liste d’attesa, in Capitanata 300 persone aspettano il trapianto. E in sala Farina c’è “Donare per vivere”

Sono quasi 9mila pazienti in lista d’attesa (mediamente dai 2 ai 3 anni e mezzo) per ricevere un trapianto d’organo in Italia. In Puglia quasi uno ogni due si oppone alla donazione. E la provincia di Foggia, con circa 300 persone ad attendere la possibilità di un trapianto, soffre a dismisura. Sono alcuni dei dati forniti durante la giornata di sensibilizzazione “Donare per vivere”, voluta dall’Università di Foggia con il supporto della fondazione Pfizer, il patrocino del Comune, di Aned (Associazione nazionale dializzati e trapiantati) e della Caritas Diocesana.

Il messaggio è arrivato ai tanti ragazzi delle scuole presenti questa mattina nel cinema Sala Farina, i quali dopo la proiezione del film “Bianca come il latte, rossa come il sangue” – romanzo d’esordio di Alessandro D’Avenia – hanno provato a dibattere su un tema complicato, quello del percorso dalla donazione al trapianto. “Siamo orgogliosi di aver reso possibile questa iniziativa in cui abbiamo creduto profondamente – ha spiegato la presidente della fondazione, Gabriella Varallo Bedarida -, perché nonostante il numero delle donazioni e dei trapianti sia oggi in aumento nel nostro Paese, troppo spesso prevalgono ancora dubbi e paure ingiustificati, a fronte di un gesto che può fare davvero la differenza per salvare vite umane. Oggi, un paziente trapiantato, grazie anche alle terapie disponibili con cui si possono evitare rigetto o altre problematiche post-intervento, può vivere più a lungo e meglio. In molti casi può tornare a lavorare, dopo un percorso che supera di gran lunga il beneficio prodotto per il sistema socio-sanitario”. 

Secondo uno studio di Eurobarometro, lo scetticismo è provocato per gran parte (nel 30 per cento dei casi) dalla sfiducia nel sistema sanitario e nel consenso alla donazione, e per il 25 per cento dalla paura di una manipolazione inappropriata del corpo umano. “Bisogna sconfiggere l’ignoranza del profondo Sud che si oppone alle donazioni – commenta Francesco Niglio di Aned -, perché ci sono tantissime persone che ogni giorno entrano nelle liste d’attesa e, tra questi, moltissimi iniziano il percorso degli ‘arresti domiciliari senza colpa’, ovvero la dialisi”. Foggia è il primo capoluogo sul quale ha deciso di puntare la fondazione, anche per la presenza agli Ospedali Riuniti di un centro trapianti di eccellenza a livello nazionale. “Ogni anno eseguiamo 2mila interventi all’interno della nostra struttura e nei prossimi mesi a questa attività si aggiungerà quella di trapianto renale che speriamo possa essere supportata da un costante aumento delle donazioni nella nostra regione e, in particolare, in Capitanata – ha spiegato il direttore della struttura complessa di Urologia e Centro trapianti di rene, Giuseppe Carrieri -. Per questo abbiamo deciso di promuovere questa giornata di sensibilizzazione”.  

Il direttore della Nefrologia, Giuseppe Grandaliano, si è soffermato invece sul percorso delle donazioni: “È importante fermarsi a riflettere, perché è necessario fare chiarezza sulle donazioni e sui trapianti, sia sotto il profilo scientifico  – affrontando argomenti come quelli della distinzione tra morte cerebrale e cardiaca e delle modalità con cui viene decretata, per capire come procedere al prelievo degli organi -, sia sugli aspetti etici e morali, coinvolgendo nel dibattito anche esponenti della Chiesa”. L’obiettivo per il futuro degli OO.RR. è quello di fare entrare l’azienda nel circuito della rete trapiantologica nazionale. “Siamo fortemente convinti della necessità di far decollare iniziative positive come questa, per scrollarci di dosso l’immagine negativa della città di Foggia che viene determinata dal comportamento di poche persone – ha concluso il sindaco Franco Landella -, anche per questo abbiamo promosso ‘Un progetto in Comune’, l’iniziativa che vedrà il nostro ufficio anagrafe in prima linea nell’informare e incoraggiare i propri utenti ad esprimere il consenso alla donazione”.