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Home - Sanità a Foggia, Telesforo al vetriolo sull’Asl: “Manfrini voleva morte le cliniche, con Piazzolla c’è speranza”

Sanità a Foggia, Telesforo al vetriolo sull’Asl: “Manfrini voleva morte le cliniche, con Piazzolla c’è speranza”

Di redazione
7 Maggio 2015
in Sanità & Salute
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Nonostante il “cappio al collo”, la sanità privata tesse le lodi del nuovo commissario straordinario dell’Asl di Foggia, Vito Piazzolla. Soprattutto se il confronto è con il predecessore alla guida dell’azienda che ogni anno gestisce 1,2 miliardi di euro di denaro pubblico, Attilio Manfrini. Non ha dubbi il proprietario delle cliniche Nuova San Francesco e Villa Serena, Paolo Telesforo, che in una intervista mette subito in chiaro che “è cambiata l’impostazione rispetto a chi voleva morta la sanità privata”. 

Dottor Telesforo, l’incontro in prefettura con il commissario doveva essere risolutivo per un settore che impiega migliaia di persone e rappresenta una fetta importante dell’economia della Capitanata. Che impressione ha avuto del nuovo capo dell’Asl?

Indubbiamente positivo, soprattutto il termine di paragone è la forma mentis di chi lo ha preceduto. Il “fu direttore” Manfrini, com’è noto, è stato il fautore di una politica tesa a depotenziare tutte le case di cura accreditate della Capitanata e che ha avuto l’epilogo in una richiesta di sospensione degli accreditamenti. Una richiesta che ovviamente, oltre che fortunatamente, la Regione non ha preso neppure in considerazione. Il nuovo commissario straordinario Piazzolla ci è sembrata invece una persona equilibrata, preparata, perfettamente allineata con le linee guida dell’assessore Regionale Pentassuglia; tant’è che egli stesso, in una intervista rilasciata proprio nello stesso giorno del nostro incontro in Prefettura, ha esordito dicendo che le case di cura private accreditate sono una risorsa per il Sistema Sanitario Nazionale, non certo un costo. E questo la dice lunga sulla capacità del commissario di avere ben chiaro davanti agli occhi il quadro complessivo della gestione economica dell’Asl, e non una visone a comparti stagni come è sempre accaduto nella vecchia, becera, prassi della tecnostruttura di Capitanata, dove la mano destra non ha mai né saputo, né voluto sapere, cosa fa la mano sinistra e viceversa.

Davvero avete avuto tutte le risposte che cercavate a poche settimane dall’insediamento del nuovo manager?

Non proprio. Si sono affrontati, e parzialmente risolti, i conflitti relativi alla firma dei contratti per gli anni 2014 e 2015. Purtroppo però, per il 2014 il nuovo commissario si è trovato prigioniero della burocrazia amministrativa e di uno stato delle cose difficilmente modificabile; ragion per cui, con il cappio al collo, abbiamo dovuto cedere all’ennesima vessazione nei nostri confronti firmando un contratto che non avremmo mai firmato se non fosse stato indispensabile per sbloccare i pagamenti dell’Asl che erano fermi al 2014.
Tuttavia il commissario Piazzolla ha dimostrato ampia apertura rispetto alle ragioni all’ospedalità privata tant’è che, per il 2015, ha previsto un progetto del valore di circa 2 milioni di euro legato alla nostra capacità di ridurre le liste di attesa dei pazienti dell’Asl Fg e di indurre un risparmio alla Sanità di Capitanata contenendo la mobilità passiva extraregionale.

Può un progetto rispondere alle esigenze di un settore fortemente ridimensionato negli ultimi anni?

Avremmo preferito un consolidamento dei tetti di spesa che ci permetta una programmazione del lavoro con ricaduta positiva sui lavoratori e sui pazienti. Tuttavia siamo abbastanza soddisfatti di questo risultato. Anche se il contenuto di questo progetto non è stato ancora definito e quindi non posso pronunciarmi con cognizione di causa, devo però evidenziare che le tematiche al centro del progetto del commissario sposano perfettamente le nostre battaglie contro lo spreco e l’inefficienza dell’Asl di Capitanata. Questi argomenti che fino a pochi mesi fa passavano in second’ordine, venivano addirittura ignorati e derisi, oggi sono un obiettivo da raggiungere. Segno evidente non solo che avevamo visto giusto, ma che le persone competenti come Piazzolla non hanno bisogno di tempi biblici per capire dove si nascondono i problemi di fondo di una Asl.

Per esempio?

Basta aprire gli occhi e non lasciarsi condizionare dai mestieranti. L’unico obiettivo che secondo me Piazzolla dovrebbe darsi anche in vista di un possibile prosieguo come direttore generale, è il superamento della la resistenza che oggi egli stesso ha nella tecnostruttura dell’Asl di Foggia ancora legata al “fu direttore” Manfrini e alla sua folle visione della “sanità secondo me” i cui frutti sono sotto gli occhi di tutti.

Tags: Attilio ManfriniFoggiaPaolo TelesforoPugliaSanità privataVito Piazzolla
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