Sanitaservice nata per scacciare la mafia ma travolta dagli scandali. Tutte le ombre sulle società di Nichi

“Nelle cooperative c’erano logiche mafiose, con Sanitaservice abbiamo ribaltato il paradigma”. Con questo manifesto partì nel 2008 la “più grande assunzione di massa” in Puglia, targata Nichi Vendola. Fatte fuori le coop che fino a quel momento gestivano i servizi sanitari in appalto (dal 118 alle pulizie, passando per l’ausiliariato), non restava che “internalizzare” tutto attraverso una società (srl) interamente controllata dalle Asl. Così, senza concorso, migliaia di lavoratori si sono ritrovati nella nuova creatura che ha lanciato un commercialista di provincia, Antonio Di Biase, a “supermanager” delle società in house pugliesi. Quest’ultimo, peraltro, ha sul groppone una condanna in primo grado per violenza privata aggravata, e nessuno ha mai pensato di rimuoverlo dall’incarico. 

L’ultimo episodio di cronaca non può che esser letto in questa chiave di lettura: cosa ha fatto la politica per tenere strette le maglie della legalità nel nuovo servizio che, seppur garantendo contratti migliori ai dipendenti, ha lasciato troppe ombre sul terreno? Assunzioni, assunzioni, assunzioni. Senza alcun controllo. La bolla si è gonfiata al punto che la società foggiana ormai sfiora i mille dipendenti. L’ultimo direttore generale dell’Asl di Foggia, Attilio Manfrini, uno degli “ideatori” dell’operazione pilota per la Puglia, aveva dichiarato: “Se non stiamo attenti rischia di diventare più grande dell’Asl stessa”. E i controlli? Non contano quanto si possono garantire immensi bacini di voto: le Sanitaservice (una per provincia) contano più di 7mila lavoratori in tutta la regione. 

Del resto, gli ultimi non sono gli unici arresti in Sanitaservice. In passato, a finire sotto la lente degli inquirenti anche un candidato sindaco, famoso per girare in paese a cavallo durante la campagna elettorale. E gli “ex” portantini, diventati amministratori-picchiatori assieme all’amministratore unico, prima della scalata politica (uno di questi fa l’assessore al Bilancio a Torremaggiore). Oltre ad alcuni dipendenti che dalle ex cooperative si sono ritrovati misteriosamente all’interno della nuova società. Troppe questioni, sulle quali i candidati alla presidenza dovranno esprimersi con chiarezza. A cominciare dall’assessore alla legalità di San Severo, Michele Emiliano.