Anno accademico, attacco ai docenti durante l’inaugurazione. “Sempre assenti, impossibile parlarci”

Al centro, Maurizio Ricci

Non sono mancate le polemiche nell’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università degli Studi di Foggia. A sollevarle, il presidente del consiglio degli studenti Guido Di Toro, che ha sottolineato le responsabilità del corpo docente: “Alcuni addirittura non si presentano ai consigli e alle lezioni, non è possibile parlarci e prima di registrare un esame passa un’eternità”. Un attimo di gelo nella platea (meno nutrita rispetto alle scorse edizioni) quando annuncia il nome del “peggiore”: “Volete sapere di chi sto parlando? Massimo Fannullone…”. 

Deve essere anche per questo che assieme ai buoni risultati nella ricerca c’è da registrare una tendenza non proprio positiva nel numero delle iscrizioni (2.670 l’anno scorso, la procedura è ancora aperta per quest’anno), in calo come nel resto delle università pugliesi. Per fortuna, a far da contrappeso, c’è “l’ottimo lavoro dell’Adisu“, il vero motore del sostegno ai redditi ed a quella “scalata sociale” che negli ultimi anni è stato il segno distintivo dell’Ateneo di via Gramsci (la gran parte di laureati proviene da famiglie con basso reddito e con i genitori non laureati). L’altro dato rilevante è la presenza femminile, che si attesta al 61 per cento. 

E se è vero che le risorse dei privati (vedi gli 800mila euro appena versati dal Gruppo Casillo) saranno decisive per la ricerca, soprattutto con i costanti tagli pubblici, la vera sfida da vincere sarà quella del tasso di attrattività del piccolo Ateneo che negli ultimi anni ha scalato le classifiche Anvur. “Desideriamo sottolineare quei risultati di ricerca scientifica che potrebbero migliorare la qualità di vita delle persone – ha spiegato il rettore Maurizio Ricci nella sua relazione -: il brevetto Gluten Friendly per i suoi effetti rilevanti negli stili di vita dei celiaci; la ricerca sul tumore del polmone, individuato tramite la misura della temperatura del respiro nei fumatori5, e la diagnosi precoce del carcinoma prostatico attraverso il marker tumorale Pentraxina 36. Ricordiamo le nostre ‘battaglie’ per includere la struttura universitaria di reumatologia nella rete regionale quale hub, uno dei due centri di coordinamento per tale àmbito territoriale, richiesta ora accolta dalla Regione, o per attivare la struttura di cardiochirurgia, necessaria non solo per classificare gli ospedali riuniti come struttura di primaria rilevanza (dea di II livello), ma soprattutto per far diventare l’azienda mista quella casa della salute che tutti auspicano e garantire più efficacemente il diritto alla salute, superando un vulnus che vede la provincia di Foggia, nel 2015, unica provincia nella Regione Puglia ancora priva di una tale struttura, nonostante la previsione del piano sanitario del 2007″.

Prima di proseguire: “Intendiamo fornire concretamente ai giovani e alle loro famiglie validi motivi per credere e investire nell’Ateneo del loro territorio. A tal fine, ci impegniamo a ‘monitorare’ sempre più la qualità dei nostri insegnamenti, per creare profili assolutamente competitivi nei differenti àmbiti disciplinari. Sottolineiamo – come dato estremamente favorevole – che noi abbiamo 1 docente ogni studenti, il che rappresenta uno dei migliori rapporti in Italia (rispetto a una media nazionale di 1 docente ogni 40-60 studenti). Vanno sottolineati il lavoro e il servizio encomiabili del CLA (Centro Linguistico di Ateneo), che ha garantito lo svolgimento dei corsi istituzionali delle lingue straniere e di quelli di lingua italiana per gli studenti Erasmus, oltre a offrire agli studenti corsi di lingua per la certificazione linguistica”.

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L’apertura dell’università al mondo passa anche dagli studenti stranieri iscritti. E laureati a Foggia. Come Francisca Ansah Aba (laureanda in Scienze agrarie), ghanese, che ha raccontato la sua esperienza culturale “in una città bella, anche se spesso non considerata tale”: “E’ sempre difficile per uno studente trasferirsi in un nuovo Paese, adattarsi ad un nuovo ambiente, alla sua cultu- ra e alla sua lingua, ma in base alla mia esperienza entrare in un programma di dottorato di ricerca presso l’Università di Foggia si è rivelata un’ottima opportunità per costruire una carriera che credo invidiabile nel campo delle scienze e delle tecnologie del cosiddetto post-raccolta. Nel corso dell’ultimo anno sono stata colpita dalla qualità e varietà sia nella ricerca che nella formazione, a livello locale e internazionale, viene offerta dal presente programma. Questo è testimoniato dalla mia partecipazione a corsi, conferenze e seminari tenuti da professori, esperti e colleghi provenienti da diversi paesi, tra cui Spagna, Portogallo, Polonia, Regno Unito, Usa e Grecia. Oltre a questo, ho avuto la possibilità di lavorare con studenti e ricercatori sia del mio Dipartimento59 che provenienti da altri Paesi. Così ho avuto la possibilità di valutare da vicino una serie di problematiche del mondo reale attraverso il coinvolgimento in attività di laboratorio e visite industriali, ed ho appreso l’importanza della ricerca per trovare delle soluzioni a queste necessità”. Di respiro internazionale anche l’intervento dell’ospite, il giornalista Furio Colombo (“Quali civiltà si scontrano”), al quale è stato consegnato il sigillo d’oro dell’Unifg.