Emiliano striglia la Capitanata: “Non pensate che Bari risolva tutti i vostri problemi. Volete l’aeroporto? Presentate piano credibile”

Arriva con due ore di ritardo e cita Renzo Arbore. Michele Emiliano torna a Foggia – dopo la Sagra del programma – per parlare di economia, in quello che doveva essere un “confronto” con gli operatori economici della Capitanata […]

Leo Di Gioia
A destra, Leo Di Gioia

Arriva con due ore di ritardo e cita Renzo Arbore. Michele Emiliano torna a Foggia – dopo la Sagra del programma – per parlare di economia, in quello che doveva essere un “confronto” con gli operatori economici della Capitanata. Al bando il “foggianesimo”, l’accusa sempre rivolta a Nichi Vendola, l’ex magistrato e sindaco di Bari ha ribadito la necessità di “lavorare dal basso e proporre”: “Non bisogna pensare che la risposta a tutto sia Bari”. Il “pacchetto di proposte” è stato presentato e consegnato dal presidente della Camera di commercio, Fabio Porreca, che assieme al vicepresidente Giuseppe De Filippo ha puntato forte sull’agricoltura, aprendo il report con lo slogan “Foggia capitale dell’agricoltura italiana”.

Luigi Inneo
Notarangelo, Inneo e Gelsomino

È questo il primo impegno che è stato chiesto al segretario regionale del Pd in caso di elezione a governatore della Regione Puglia. Del resto, i numeri parlano chiaro: la superficie agricola utilizzata in provincia sfiora i 500mila ettari, di cui solo 16mila non utilizzati. Bari è seconda, con la metà dei terreni destinati al settore economico principale della regione. Il turismo si piazza al secondo posto, con la copertura di ben il 42 per cento dei posti letto disponibili (per gran parte sul Gargano), con il Salento al secondo posto. Ai primati, però, fanno da contraltare le carenze pesanti nelle infrastrutture. Fatto 100 l’indice nazionale per le strutture per le imprese (incubatori, zone industriali, ecc.), l’indice della Capitanata si ferma a 35; scendendo ancora più in basso nelle strutture culturali (28) e negli aeroporti (26). Certo si tratta di dati del 2012, ma la situazione non è cambiata affatto, generando un mancato sviluppo per il territorio.

Emiliano, Porreca e De Filippo
Emiliano, Porreca e De Filippo

“Ci sono delle priorità, documentate, sulle quali il prossimo governatore dovrà impegnarsi – ha sottolineato Porreca -. A partire dal manifatturiero alimentare, visto che il nostro agroalimentare è un settore di punta, passando per al banda larga (esigenza sempre più impellente), fino alla sicurezza”. Quest’ultimo, non è solo una priorità per la qualità della vita, ma è una delle priorità per l’agricoltura: “Sta diventando il tema economico vero, fonte di grandissimi investimenti – precisa De Filippo -, furti e sensazione continua di insicurezza sono ormai le vere piaghe dei nostri agricoltori, al di là delle rivendicazioni per l’Imu ed il gasolio”.

Un passaggio ha riguardato la necessità della “giusta rappresentanza” nel sistema di governance regionale: “Non è di poco conto considerare il giusto peso nella rappresentanza attraverso le deleghe assessorili – ha chiosato il presidente della CCIAA -, così come bisognerebbe rivalutare la necessità del ricorso ai Consigli di amministrazione delle partecipate, perché è vero che con la figura dell’amministratore unico si risparmia, ma con i Cda si riesce meglio a rappresentare i territori”.

i presentiEmiliano rompe subito la formalità delle richieste con una battuta in dialetto barese, prima di raddrizzare il tiro: “Abbiamo la stessa grammatica, quindi ci capiamo, per questo parlo barese. Cito Renzo Arbore, è una sua teoria. A Taranto già non mi capirebbero, mentre io capisco il vostro dialetto…”. “È vero che magari c’è una sovrabbondanza spaventosa di infrastrutture a Brindisi – spiega – ma è anche vero che per riequilibrare i territori servono proposte e competenze. Sono convinto che il budget regionale debba essere equamente suddiviso tra le province, ma sono altrettanto persuaso dal fatto che questi equilibri possono essere sbilanciati dal bisogno e dal merito”. Un ammonimento alle responsabilità degli operatori, dunque. E della classe politica locale, che non “deve limitarsi solo a fare le leggi, ma deve vigilare affinché dispieghino gli effetti voluti”. “Volete l’aeroporto? – chiede -, bene, solo che prima bisogna predisporre un piano economico serio, altrimenti si corre il rischio di fare la fine dell’interporto di Cerignola, una struttura bellissima costata miliardi di vecchie lire e mai utilizzata”.

Tutte questioni già emerse durante la Sagre al Capitol. “Il programma nato non casualmente dal basso – conclude l’assessore di San Severo -, verrà consegnato ai dirigenti regionali, ai quali verranno chiesti tempi certi di realizzazione. Perché la mia idea è quella di portare tutto in Consiglio regionale ad ottobre prossimo, per mettere il sigillo politico dell’impegno che abbiamo assunto nel contratto con i territori”.

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