Soldi per l’occupazione, più di 22mila ore di lavoro in provincia di Foggia. Partono i “cantieri di cittadinanza”

Più di 22mila ore di lavoro ed un investimento pubblico di 524.400 euro per la provincia di Foggia (4 milioni per l’intera regione). Saranno i “cantieri di cittadinanza” la prima risposta all’enorme crisi occupazionale della Capitanata.

Più di 22mila ore di lavoro ed un investimento pubblico di 524.400 euro per la provincia di Foggia (4 milioni per l’intera regione). Saranno i “cantieri di cittadinanza” la prima risposta all’enorme crisi occupazionale della Capitanata. Complessivamente, la Regione Puglia – che a breve emanerà i bandi – ha destinato 11,5 milioni di euro per favorire la rioccupazione dei disoccupati di lunga durata (almeno 12 mesi) e delle fasce di lavoratori in difficoltà (mobilità e cassintegrati). Del resto, i dati snocciolati dalla Cisl sono emblematici per comprendere il disagio: la disoccupazione tocca il 21 per cento, 2 giovani su 3 non lavorano, l’occupazione tra le donne non supera il 18 per cento (è il dato peggiore in Europa), ed in 6 anni si sono persi 33mila posti di lavoro.

“I due progetti che abbiamo presentato mirano proprio a contrastare questa situazione – commenta Rosario Cusmai, vicepresidente della Provincia, ente coordinatore dell’iniziativa -, evitando che possano essere delle iniziative spot. Ci sarà la possibilità per le aziende private che assumono almeno il 20 per cento dei lavoratori dalla banca dati dei precettori di ammortizzatori sociali ed in deroga di avere le risorse”. Si tratterà di lavori “integrativi” rispetto a quelli già in essere nei Comuni e che non potranno avere una durata inferiore a 6 mesi e superiore a 12: dalle manutenzioni, al verde pubblico fino alle pulizie.

L’altra misura riguarda il “lavoro minimo di cittadinanza”, che dovrà coinvolgere a pieno tutti i Comuni che, a detta dei sindacati confederali, “finora non hanno partecipato adeguatamente”. I lavoratori potranno essere utilizzati in progetti di sviluppo sociale e  lavori di pubblica utilità. Il fine sarà quello della ricollocazione parziale in attività di impresa o l’autoimpiego. La Regione per questa serie di obiettivi ha messo in campo circa 7,5 milioni di euro.

Un supporto arriverà dalla prossima programmazione dei fondi europei e da “Garanzia Giovani”, la chimerica operazione che avrebbe dovuto dare impiego a centinaia di migliaia di giovani ma che per il momento non ha prodotto molti risultati. “Il piano verrà integrato con questi due progetti – spiegano Geppe Inserra e Salvatore Castrignano, responsabili dei progetti -, per avere una visione d’insieme che potrà favorire l’allocazione migliore delle risorse”. Come ha spiegato il presidente della Camera di commercio Fabio Porreca, si tratterà essenzialmente “della capacità delle imprese di assorbire nuova occupazione attraverso i tirocini formativi”, ai quali in ogni caso si aggiunge tutta l’area finora coperta dal servizio civile.

Le direttrici di finanziamento sono già state tracciate in linea di massima: “Gargano, sicurezza nelle scuole e turismo possono essere i campi prioritari d’impiego – spiega il segretario Cgil Filomena Trizio -, bisognerà intrecciare su questa direttrice tutti i filoni di finanziamento. In un territorio che spesso spreca opportunità di finanziamento – conclude – sarebbe un delitto non approfittare di queste risorse che, seppur ridotte, possono rappresentare un punto di partenza importante  per il rilancio delle sorti occupazionali del territorio”.