Puglia, scoppia il bubbone degli “addetti stampa di Nichi” nella sanità. Mazzei: “Proroghe contratti illegittime”

“Ho fatto una denuncia, adempiendo al mio compito di sindacato ispettivo in qualità di consigliere regionale. Ho rilevato che a Lecce il direttore generale della Asl, due giorni prima di andare via, ha affidato l’incarico di ufficio stampa, con una procedura a mio avviso illegittima, alla persona che gestisce il blog di Vendola, già candidata con Sel”.

“Ho fatto una denuncia, adempiendo al mio compito di sindacato ispettivo in qualità di consigliere regionale. Ho rilevato che a Lecce il direttore generale della Asl, due giorni prima di andare via, ha affidato l’incarico di ufficio stampa, con una procedura a mio avviso illegittima, alla persona che gestisce il blog di Vendola, già candidata con Sel. A questa legittima attività, non ho ricevuto alcuna risposta, seppur dovuta e doverosa, dalla Giunta regionale. Ne ho ricevuto un’altra, parecchio scomposta, di Sergio Blasi, che ne risponderà nelle sedi competenti”.  L’affondo arriva dal consigliere regionale di Forza Italia, Luigi Mazzei.  “Ma oltre a chiedere all’assessore Pentassuglia di chiarire la questione – continua -, gli pongo un’altra domanda: come mai anche all’Asl Bat l’ex direttore generale, poco prima di lasciare l’incarico, ha prorogato il contratto dell’addetto stampa per tre anni per una spesa prevista di 279 mila euro?”. Prima di continuare: “Un incarico dirigenziale finito anche nel mirino dei sindacati – continua – con un rinnovo non consentito per legge: lo impedisce, infatti, la L. 135/2012 art. 15, che stabilisce la sospensione del conferimento o il rinnovo di incarichi per effetto della riduzione dei posti letto, e lo conferma il DL 502/92. Ora, spero di ottenere risposte puntuali dalla Giunta ed anche un ritiro immediato delle delibere, e non reazioni partigiane da parte di qualche consigliere. I pugliesi, quelli che non fanno parte delle Fabbriche di Nichi – conclude – hanno diritto di sapere come si recluta il personale nelle aziende sanitarie regionali”.





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