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Home - La firma cerignolana sull’assalto a un tir della Barilla. 4 arrestati, c’è anche un uomo coinvolto in Black Land

La firma cerignolana sull’assalto a un tir della Barilla. 4 arrestati, c’è anche un uomo coinvolto in Black Land

Di redazione
8 Ottobre 2014
in Cronaca
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Sono Giovambattista Pelullo, Giuseppe Lanza, Francesco Pelullo e Mario Pelullo i quattro uomini arrestati per l’assalto a un tir della Barilla nel blitz di stamattina. I fatti risalgono al 5 novembre 2012 ma non si può escludere che, queste persone, abbiano agito anche recentemente in alcuni dei numerosi colpi che hanno messo a ferro e fuoco strade e autostrade. Nel frattempo i carabinieri hanno beccato quattro dei cinque responsabili di quell’assalto di quasi due anni fa. Tutti cerignolani. Mario Pelullo, 63 anni, il figlio Giovambattista 27, Giuseppe Lanza 21 anni e Francesco Pelullo, 40 anni, quest’ultimo già beccato per Black Land in quanto mise a disposizione un terreno di sua proprietà per lo sversamento di rifiuti.

Un quinto soggetto è irreperibile ed è tuttora attivamente ricercato. Sono tutti gravemente indiziati dei reati di rapina aggravata, sequestro di persona e porto e detenzione illegale di armi in concorso, mentre Mario Pelullo dovrà rispondere del solo reato di ricettazione.

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Alle tre di notte del 5 novembre 2012 un camionista che stava trasportando un carico di dolciumi verso Caserta venne bloccato a Cerignola da quattro uomini a bordo di una Fiat Croma nera. I malviventi, con il viso coperto da passamontagna e armati di pistole e fucili, dopo essere saliti sul tir ed aver preso a schiaffi il conducente, lo costrinsero a scendere ed entrare nel loro veicolo, facendolo sdraiare sul sedile posteriore con la pistola puntata alla tempia. I malviventi portarono il mezzo in un caseggiato rurale dove venne svuotato per poi rilasciare l’uomo ed abbandonare il tir dopo circa due ore e mezza nei pressi dello scalo ferroviario di Candela.

A quel punto il camionista riuscì a chiedere aiuto ed allertare i carabinieri che, poco dopo essere giunti sul posto ed aver avviato i primi accertamenti d’indagine, vennero avvisati di un incidente stradale appena avvenuto sulla SP 95 in cui era coinvolta una vettura simile a quella utilizzata per la rapina. In particolare a dare l’allarme era stata una persona che aveva assistito al grave incidente avvenuto nei pressi della sua abitazione ed aveva visto tre persone allontanarsi dalla vettura distrutta.

????????Dalle informazioni assunte dalla vittima si appurò che effettivamente la vettura incidentata, la Fiat Croma nera provento di furto, era quella utilizzata dai rapinatori. L’auto venne sottoposta ad accurati rilievi tecnici che permisero di repertare varie tracce di materiale biologico, i passamontagna, una pistola Beretta calibro 9 con matricola abrasa ed un inibitore di frequenze (cosiddetto jammer).

I carabinieri riuscirono subito ad identificare due dei rapinatori, il soggetto ancora da catturare e Francesco Pelullo, poiché si recarono all’ospedale di Cerignola per le ferite riportate nell’incidente. I carabinieri riuscirono a smontare la realtà rappresentata dai due rapinatori che avevano raccontato di essersi infortunati sul lavoro.

I carabinieri rinvennero, infatti, in una masseria in agro di Cerignola, nei pressi della SP 95, tutti i cartoni contenenti biscotti e dolciumi rapinati ed accertarono che l’immobile era in uso a Mario Pelullo, nella cui vettura di proprietà vennero trovate le chiavi del lucchetto di sicurezza del portone d’ingresso del caseggiato.

Giovambattista Pelullo presentava escoriazioni al viso e al corpo in merito alle quali disse di essersele procurate cadendo dalla moto e poi curate dalla sorella. I carabinieri accertarono subito che nè il giovane, nè il padre avessero la titolarità di alcun ciclomotore. La perquisizione all’interno dell’abitazione di Mario Pelullo permise di rinvenire, inoltre, 4 cartucce calibro 9 ed 1 cartuccia calibro 38, compatibili con il munizionamento della pistola rinvenuta all’interno della Fiat Croma incidentata. La successiva attività tecnica fece emergere ulteriormente il loro pieno coinvolgimento nell’azione criminosa.

La successiva analisi del materiale organico rinvenuto sui reperti sequestrati per gli accertamenti biologici comparativi e le analisi genetiche diedero esiti positivi: il profilo genetico estrapolato da un cappellino rinvenuto nella Fiat Croma era quello di Giovambattista Pelullo e la traccia biologica rinvenuta sul sedile posteriore sinistro della stessa vettura aveva un profilo corrispondente a quello del quinto soggetto ancora da arrestare. I quattro sono finiti nel carcere di Foggia.


Tags: Assalto tirCerignolaFrancesco PelulloGiovambattista PelulloGiuseppe LanzaMario Pelullo
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