Abbattimento delle liste d’attesa in Puglia, per la Cgil la partita è persa. “Hanno vinto le lobby”

“Davvero una brutta notizia per la sanità pugliese l’interruzione della sperimentazione dell’abbattimento delle liste di attesa. Hanno vinto le lobby che vogliono continuare a gestire la sanità pugliese con i vecchi metodi”.

“Davvero una brutta notizia per la sanità pugliese l’interruzione della sperimentazione dell’abbattimento delle liste di attesa. Hanno vinto le lobby che vogliono continuare a gestire la sanità pugliese con i vecchi metodi. Dopo i segnali incoraggianti dei primi mesi che hanno evidenziato risultati significativi sulla riduzione dei tempi di attesa, nella fase finale della sperimentazione tutto si è fermato. I direttori generali delle Asl hanno mollato, sia per l’incertezza politica che regna in Regione, sia per il fatto che per la maggior parte di loro il destino è segnato”. La Fp Cgil, con Biagio D’Alberto, si fa sentire dopo il fallimento dell’operazione voluta dall’ex assessore Elena Gentile, che ha permesso esami h24 per ridurre liste d’attesa e mobilità passiva. “L’area di disincanto e di rassegnazione che si respira in sanità è palpabile. Non c’è governo nelle politiche territoriali. Chi gestisce le unità operative e che crea, spesso ad arte, l’allungamento delle liste per favorire l’intramoenia, l’extramoenia e le strutture private, hanno ripreso il timone di comando, cancellando tutte le regole che imponevano tempi e procedure sia sulle prestazioni ordinarie che sulle prestazioni aggiuntive, attenzionate anche dalla ispezione del Mef sulla Asl di Bari per gli anni precedenti”.
“Non ci stiamo a subire veti e tempi – prosegue il comunicato – di chi vuole tenere la sanità sotto interessi poco limpidi. E’ necessario riprendere il filo del discorso interrotto. Richiamare i vecchi e ‘nuovi direttori generali’ che verranno e l’insieme del management alle loro responsabilità per intervenire nei sistemi organizzativi aziendali e sulle criticità che spesso, volutamente bloccano il regolare svolgimento delle prestazioni”. “Non si possono chiedere continui sacrifici ai pugliesi; dopo aver sopportato il peso del piano di rientro hanno necessità di vivere una fase di normalità e non di continue peripezie”.