Gino Lisa, Lello Di Gioia tuona alla Camera dei Deputati. La risposta del ministro Lupi non convince

“Non possiamo limitarci esclusivamente ad un riepilogo dei fatti”. È quanto ha dichiarato Lello di Gioia, deputato del Psi eletto in Sardegna, durante il question time trasmesso dalla Rai in diretta televisiva dall’Aula di Montecitorio oggi pomeriggio, dichiarandosi insoddisfatto del botta e risposta col ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi, interrogato sulle iniziative per la piena operatività dell’aeroporto Gino Lisa di Foggia.

“Non possiamo limitarci esclusivamente ad un riepilogo dei fatti”. È quanto ha dichiarato Lello di Gioia, deputato del Psi eletto in Sardegna, durante il question time trasmesso dalla Rai in diretta televisiva dall’Aula di Montecitorio oggi pomeriggio, dichiarandosi insoddisfatto del botta e risposta col ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi, interrogato sulle iniziative per la piena operatività dell’aeroporto Gino Lisa di Foggia. “Faccio presente che è attualmente in corso l’istruttoria tecnica relativa alla procedura di valutazione di impatto ambientale della commissione tecnica Via-Vas del Ministero dell’ambiente e ad oggi non è ancora pervenuto il dovuto parere da parte del Ministero dei Beni culturali e delle Attività culturali”, la risposta del ministro Lupi all’interrogazione dei parlamentari.

gino_lisa-2-5“Ho provveduto ad acquisire ulteriori informazioni al competente Dipartimento Politiche europee, presso la Presidenza del Consiglio -ha continuato il ministro- per aggiornamenti in ordine alla notifica di aiuti di Stato, ex articolo 108, del trattato attuato dalla Regione Puglia. A riguardo, detto dipartimento, ha precisato che è tuttora in corso la valutazione di compatibilità con le regole Ue in materia di aiuti di Stato della misura, stando al recente carteggio tra la Regione Puglia e la commissione. Quest’ultima ha chiesto informazioni alle quali la Regione avrebbe corrisposto, in data 23 aprile ultimo scorso. La misura di finanziamento dell’opera non potrà trovare attuazione prima che la commissione abbia adottato una decisione favorevole al riguardo. È ovvio che seguiremo costantemente come Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti l’iter che abbiamo appena descritto”, ha infine assicurato Lupi.

“Credo che ci debba essere una forte volontà politica per risolvere i problemi di un’area che è devastata da un punto di vista sociale, perché lì abbiamo livelli di disoccupazione che hanno raggiunto limiti insostenibili e una situazione infrastrutturale deficitaria. È quindi obbligo delle istituzioni e della politica dare risposte serie ai problemi. Le chiediamo, dal momento che ci sono problemi al Ministero dell’Ambiente e dei Beni Culturali -ha proseguito Di Gioia- che si faccia carico, per le sue competenze, di fare in modo che ci sia un tavolo dove lei assuma la responsabilità di sbloccare un situazione che sta diventando insostenibile. Dobbiamo dare risposte alla gente, al popolo della Capitanata che è stato già depauperato di beni. Le ricordo quando accaduto con l’Agenzia della Sicurezza Alimentare”.

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Maurizio Gargiulo

Un intervento che nulla toglie e nulla aggiunge alla stasi attuale, rispetto alle promesse di risoluzione in vista della scadenza del 30 giugno prossimo, strappate in occasione della mobilitazione del 6 maggio scorso promossa dal comitato “Vola Gino Lisa”, davanti alla sede di Aeroporti di Puglia a Bari. “Abbiamo avuto modo di dialogare con Franchini di Aeroporti di Puglia e anche da lì non sono giunte liete novelle, per cui figuriamoci se dovevano venire fuori da questa interrogazione parlamentare”, commenta a l’Immediato Maurizio Gargiulo, vice presidente del comitato. “Purtroppo è una situazione statica e non si comprende come mai al Ministero dell’Ambiente si continua a titubare per quanto riguarda il rilascio del parere del Via, anche perché in altre situazioni la commissione è stata più celere nel rilasciare il parere”. Il riferimento è ai lavori di messa in sicurezza dell’aeroporto di Bari, “per i quali non ci sono state particolari complicazioni sotto questo aspetto”. “Per il Gino Lisa, invece, come sempre -polemizza- si aprono delle parentesi molto dispendiose”.

A rischio i 14milioni di euro di fondi comunitari destinati all’allungamento della pista. “Aeroporti di Puglia ci aveva promesso che l’8 giugno sarebbe verosimilmente arrivato il parere, e invece, purtroppo, stiamo prendendo atto, ancora una volta, che ci sono complicazioni, si tergiversa su altri argomenti, come compagnie aeree su Milano che non danno sicuramente affidabilità e prospettive future, e non vengono inserite in una programmazione di sviluppo dello scalo. Perché chiaramente, per fare un passaggio del genere, bisogna creare dei voli di linea, non voli charter come contentino. Bisogna fare ben altro se si vuole vedere il Gino Lisa crescere, e tutto non può che essere legato al rilascio del parere del via e l’allungamento della pista”, ribadisce Gargiulo.

Nelle settimane scorse il comitato ha recapitato anche al governatore della Puglia Nichi Vendola il documento sottoscritto a Bari, ispirato dalla Camera di Commercio, sostenuto dall’Associazione Industriali di Foggia e firmato dalle associazioni che sostengono la battaglia, in cui si chiede di avanzare una regolare istanza al Ministero delle Infrastrutture affinché, nell’ambito del Piano Nazionale di Sviluppo Aeroportuale ancora in itinere ed allo stato di proposta, provveda a reinserire l’aeroporto “Gino Lisa” di Foggia nell’elenco degli scali di interesse nazionale.

“A breve avvieremo un volantinaggio nella zona pedonale di Foggia, per sensibilizzare, qualora non fosse ancora sufficiente, l’opinione pubblica. Poi vedremo i successivi passi”, fa sapere il vicepresidente di “Vola Gino Lisa”. “È importante vedere quelli che sono i possibili sviluppi in relazione al procedimento della Via: può darsi che venga rilasciata così come è verosimile che i tempi si allunghino notevolmente e quella scadenza del 30 giugno è una scadenza inderogabile. Chi si vuole attivare deve attivarsi logicamente in tempi che non sono certo quelli del 29 di giugno”.





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