Boom dell’export per le imprese foggiane, record per lapideo e abbigliamento

Grazie all’export le imprese pugliesi tirano il fiato. La Capitanata ha fatto registrare un vero e proprio record.

Lavorazione marmo Apricena
Lavorazione marmo Apricena

Grazie all’export le imprese pugliesi tirano il fiato. Tra ottobre e dicembre 2013, la Capitanata ha fatto registrare un vero e proprio record: è cresciuta del 19,42%, con un fatturato di ben 38,9 milioni di euro. Il trend foggiano tira solo le redini di un sistema regionale in rapida espansione.  “La crescita della Puglia sui mercati esteri è in ripresa, dal Gargano a Santa Maria di Leuca – ha dichiarato il governatore Nichi Vendola -. L’Istat ci ha confermato in modo chiaro il segnale di fiducia di cui avevamo avuto sentore a metà marzo”. Per il politico di Terlizzi c’è un dato che va sottolineato tra gli altri: “Non c’è un solo territorio della Puglia che, nel periodo ottobre-dicembre, sia immune dalla ripresa e soprattutto la crescita sull’intero anno è legata principalmente all’industria meccanica, meccatronica, aerospaziale e farmaceutica che hanno avuto un’impennata di vendite davvero sorprendente”. I dati Istat delle province pugliesi parlano chiaro: nel periodo ottobre-dicembre 2013 rispetto al trimestre luglio-settembre immediatamente precedente, Bari è la prima per valori assoluti: cresce infatti di 186,1 milioni, Taranto di 69,5 milioni, Foggia di 38,9milioni, Brindisi di 15,1 milioni, seguono Lecce con 9,2 milioni e Bat con 4,2. In termini percentuali la prima provincia della Puglia per incremento dell’export nell’ultimo trimestre del 2013 è invece Foggia che cresce addirittura del 19,42%, la segue Taranto con una crescita del 19,13% e poi Bari con il 18,56%, aumentano anche le esportazioni di Lecce del 9,49%, e di Barletta Andria Trani che raggiunge il 3,52% di fatturato export in più.

Vendola ha però voluto precisare che: “I numeri nella loro arida oggettività ci dicono che, se è vero che le esportazioni regionali sull’intero anno sono caratterizzate dal segno meno (-10,4%), paragonando gli ultimi due trimestri dell’anno scorso c’è un aumento congiunturale per tutta la Regione del 16,3%. Se poi confrontiamo il dato dell’ultimo trimestre del 2013 al primo dello stesso anno, arriviamo addirittura al 33,8%. Significa che i pugliesi nonostante la crisi stanno lottando con tenacia. Oggi, dopo i nuovi dati, sappiamo che questa lotta sta dando risultati in tutte le province e sappiamo anche in quali comparti merceologici”. Ad entrare nel dettaglio dei numeri, l’assessore allo Sviluppo economico Loredana Capone: “Bari – ha detto – appare sempre più come una città attiva, dinamica e moderna, smart nel commercio come nei processi e nei prodotti. Una città industriale che ha fatto del mercato estero il volano del proprio sviluppo. Il segno più per Bari caratterizza quasi tutti i comparti: dall’agroalimentare alla moda, dal lapideo all’artigianato, dall’industria culturale ai cosmetici, ma nel comparto dei “Medicinali e prodotti farmaceutici” addirittura esplode: esporta in tutto il 2013 merci per 1,379 miliardi di euro, 161,4 milioni in più rispetto al 2012. La crescita coinvolge la tecnologia: computer, apparecchiature elettromedicali, generatori elettrici e apparecchiature per il controllo dell’elettricità. Sulla meccanica e meccatronica poi, Bari non ha rivali: macchine di impiego generale (+52,8 milioni, il 70,2% in più), autoveicoli (+17,6 milioni) e carrozzerie. Per la categoria “Parti ed accessori per autoveicoli e loro motori” l’aumento delle vendite è addirittura di 145,3 milioni, il 41,6% in più”.
“Taranto riprende fiato – prosegue -. Nei ‘Prodotti della siderurgia’ perde 427,8 milioni (-41,7%), ma cresce nell’industria della raffinazione e chimica, nella meccanica, si triplica nell’aerospazio (il 313% in più) ed esprime grande vitalità nella fabbricazione dei mobili (+90%)”.

“È Foggia tuttavia ad esprimere la crescita percentuale più alta di tutte le province – sottolinea Capone -: dal lapideo (+68,3%), all’abbigliamento (+40,5%), dai prodotti in vetro e in metallo ai ‘Motori, generatori e trasformatori elettrici e apparecchiature per la distribuzione e il controllo dell’elettricità’ (+369%). Qui è l’aerospazio a brillare su tutte le categorie merceologiche. Nel comparto ‘Aeromobili, veicoli spaziali e relativi dispositivi’ Foggia nel 2013 ha esportato beni per 219,8 milioni, un fatturato che cresce di 27,5 milioni rispetto all’anno precedente (in termini percentuali si tratta del 14,3% in più) e che conferma ancora una volta la leadership della Capitanata in questo settore”.

La crescita di Brindisi, invece,  “riguarda soprattutto il comparto degli ‘Oli e grassi vegetali e animali (+40,6%), le calzature (+12,4%), gli articoli in materie plastiche e alcune tipologie di macchine”. Lecce emerge in diverse comparti dell’agroalimentare, dai prodotti di colture agricole, agli oli, alle bevande. Fattura 3 milioni e mezzo in più nella lavorazione del cuoio e nella pelletteria (+50,1%), 12,6 milioni in più nel comparto del cemento, calce e gesso, supera di 7 milioni il fatturato dell’anno precedente su alcuni prodotti in metallo. La Bat, infine, brilla nell’agricoltura, dove cresce del 33,7%, ma supera di ogni aspettativa le performance nella moda. Cresce nel comparto dei tessuti, guadagna 61 milioni e mezzo, quasi 11 milioni in più rispetto all’anno precedente, negli articoli di abbigliamento. Conferma la leadership nelle scarpe: qui il fatturato del 2013 supera i 196 milioni di euro, 9,7 milioni in più rispetto all’anno precedente.