Strutture socio-sanitarie, Lello Di Gioia al veleno. Favori a Sanità Più e De Piccolellis? Vigilante: “In tempi di crisi noi assumiamo”

“Ci sono perplessità su alcune strutture socio-sanitarie foggiane”. Con una interpellanza al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, l’onorevole Lello Di Gioia spara a zero su un pezzo dell’assistenza alle persone svantaggiate del capoluogo. Le repliche di Tulino (De Piccolellis) e Vigilante (Sanità Più).

Lello Di Gioia

“Ci sono perplessità su alcune strutture socio-sanitarie foggiane”. Con una interpellanza al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, l’onorevole Lello Di Gioia spara a zero su un pezzo dell’assistenza alle persone svantaggiate del capoluogo. Proprio in un momento particolarmente delicato, con la Regione Puglia alle prese con i ritardi sulle proroghe alle residenze provvisoriamente accreditate, situazione che mette in pericolo ben 3000 persone tra ospiti e lavoratori. Un tema caldo, rinvigorito dalla “potenza di fuoco” elettorale offerta da queste nuove strutture, che oltre a colmare lo storico gap di assistenza nel settore in Capitanata, hanno creato enormi aspettative in termini occupazionali. Di Gioia riprende il tortuoso percorso amministrativo – con un tempismo che fa discutere – conclusosi il 18 dicembre del 2012 con l’approvazione in Consiglio comunale dei 4 progetti di nuove strutture sanitarie a Foggia. “Pur comprendendo l’urgenza e l’opportunità di realizzare tali strutture – precisa nell’interpellanza -, 6 consiglieri comunali chiesero ulteriori precisazioni circa le quattro strutture sanitarie, manifestando più di un dubbio sotto l’aspetto urbanistico, quello della pubblica utilità e, infine, sul fabbisogno di posti letto. Tali eccezioni non furono accolte poiché fu dichiarato che non erano stati riscontrati difetti procedurali e che, conseguentemente, gli atti sottoscritti risultavano essere tutti regolari. I dubbi espressi erano determinati dal fatto che si era in presenza di strutture private che utilizzavano il pubblico”.

Sarebbe questo il punto controverso. Secondo quanto ricostruito dal parlamentare, infatti, alcuni passaggi dell’iter delle strutture gestite dalla cooperativa sociale Sanità Più e dall’Azienda pubblica “Marchese Filippo de Piccolellis”, per i “lavori di manutenzione straordinaria dell’immobile esistente da destinare ad Rssa (Residenza socio-sanitaria)” sarebbero poco chiari: a cominciare dall’ “approvazione di un progetto esecutivo per i lavori di manutenzione straordinaria per la realizzazione di una struttura socio-sanitaria, di tipo residenziale con annesso centro diurno e poliambulatorio polispecialistico” in Viale degli Aviatori. “La ditta Sanità Più – continua Di Gioia – aveva fatto presente, nell’istanza presentata il 19 luglio 2011, che si aveva disponibilità di un immobile di proprietà dell’Azienda pubblica de Piccolellis attraverso un contratto di comodato gratuito stipulato l’11 luglio del 2011. Il progetto prevedeva il cambio di destinazione d’uso, previa esecuzioni dei lavori edilizi di adeguamento e di manutenzione necessari: per la realizzazione del progetto in oggetto era già stato ottenuto un contributo in conto capitale dalla Regione Puglia per il 50% dell’importo complessivo”. Solo che “il Comune di Foggia aveva già approvato nella medesima zona il progetto di costruzione di una casa di riposo per anziani denominata ‘Oasi Bianca’, il 19 settembre 2011”.

Alla Lorenzin viene chiesto, dunque, se sia possibile che l’affidamento del comodato d’uso alla coop presieduta da Luca Vigilante sia avvenuto “senza nessun bando pubblico” e “senza aver coinvolto le altre cooperative già preesistenti sul territorio”. Il giovane imprenditore foggiano, tuttavia, taglia corto: “Non solo c’è un regolare contratto di locazione, ma si sta facendo inutilmente e strumentalmente polemica sull’unica realtà che in piena crisi ha dato lavoro a 130 persone. In ogni caso, non solo si fa confusione su due attività completamente differenti, Rssa e casa per anziani, ma si punta il dito contro due soggetti, una Asp ed una coop onlus, entrambi senza scopi di lucro, che stringono accordi in vista di uno scopo ben preciso: offrire servizi a persone non autosufficienti. In questo perimetro, tutti gli atti che si compiono nel rispetto delle normative, sono legittimi se il fine è lo stesso”.

A cercare di scardinare punto per punto l’interpellanza di Di Gioia, il presidente della De Piccolellis, Antonio Tulino: “Ci sono moltissime imprecisioni nel comunicato dell’onorevole – commenta -, mi spiace che una persona della sua statura non sia informata a dovere sulle questioni. C’è un consiglio di amministrazione alla Asp. C’è un contratto di fitto con la cooperativa. Ed inoltre, le due attività sono completamente distinte: loro hanno una Rssa che si occupa di persone autosufficienti, noi abbiamo una casa per anziani”. Quell'”Oasi Bianca” finanziata dall’Unione europea con quasi 3 milioni di euro. “Forse – conclude Tulino – Di Gioia ha confuso la casa per anziani con il centro diurno, che però inaugureremo solo domenica prossima. Non sono proprio la stessa cosa. una persona esperta come un parlamentare dovrebbe saperlo…”.