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Home - La monnezza non va in vacanza. Sfuma l’accordo Sia-Asipu e nuova conferenza di servizi per l’impianto di Montagano

La monnezza non va in vacanza. Sfuma l’accordo Sia-Asipu e nuova conferenza di servizi per l’impianto di Montagano

Di Antonella Soccio
1 Agosto 2018
in Turismo
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Il tema dei rifiuti è quanto mai caldo in questo inizio agosto in tutta la provincia di Foggia. Archiviata per ora la faccenda della monnezza romana al biostabilizzatore di Foggia e dell’Amiu Puglia, sono almeno 3 i poli di interesse per il ciclo dei rifiuti in Puglia in Capitanata. Le feste torride non sono ancora cominciate che già si sente un po’ di afa nauseabonda.

Basso Tavoliere

Grazie all’eletto piddino Mario Rendine in vacanza in Cambogia, il sindaco di Cerignola Franco Metta ha salvato l’altro giorno il suo mandato, che appariva appeso ad un filo. 11 consiglieri della maggioranza cicognina si sono presi la responsabilità di votare il bilancio dinanzi alla Corte dei Conti, nonostante il parere sfavorevole del collegio dei revisori. Il voto potrebbe esporre gli eletti a pagare patrimonialmente tutta la quota del debito di Sia, pari a 3,8 milioni di euro. Un esborso che parte da 380mila euro cadauno.

“Non siamo lieti di aver contribuito ad un aumento della Tari pari al 36% ma lo abbiamo fatto con la consapevolezza che,  erano l’unico modo possibile per fronteggiare l’emergenza, e che, a maggiori introiti, corrisponderanno migliori servizi e l’avvio a soluzione della vertenza SIA”, ha affermato Antonio Limotta, capogruppo di Federazione Civica al Comune di Cerignola, ma ha proseguito: “Giunta e maggioranza stanno facendo un ottimo lavoro e noi siamo certi che la prosecuzione di questa esperienza politico-amministrativa garantirà molti buoni risultati per la città”.

Intanto fonti baresi annunciano che è ormai a rischio la transizione dei 300 lavoratori Sia ad Asipu Spa, come concertato in Prefettura con i vertici regionali e dell’Ager. L’accordo che aveva visto a Foggia i sindaci unanimi nel chiedere l’apporto dell’Ager, per cercare reali soluzioni, favorendo il passaggio di tutti ad Asipu, parrebbe essere saltato.

Il 30 luglio si è dato avvio ai lavori di emungimento, trasporto e smaltimento di percolato nel V lotto della discarica di Cerignola, così come disposto dalla delibera della Giunta Regionale dello scorso 24 luglio. AGER, con decreto 51 del 27 luglio 2018, in attesa di espletare le procedure di gara per l’affidamento definitivo e al fine di scongiurare gravi criticità ambientali determinate dalla rilevante presenza di percolato, ha disposto in via provvisoria l’affidamento del servizio all’azienda Ecodaunia.

Ma per la raccolta dei rifiuti sono emerse nuove divergenze tra i primi cittadini. I sindaci del foggiano vogliono proseguire con Sia, mentre i tre della Bat (San Ferdinando, Trinitapoli e Margherita di Savoia), dove l’emergenza non è mai stata ai livelli di Cerignola, con la monnezza all’interporto, preferiscono proseguire con piccoli appalti a ditte locali, così come hanno fatto fino ad ora.

L’Ager sembra essersi ormai tirata fuori dall’emergenza, così come dalla questione occupazionale, che resta comunque in bilico. Come e con quale soggetto raccogliere i rifiuti per legge lo dispone il Comune, è sua esclusiva competenza. Su dove finisce (trattamento e destinazione finale) subentra l’Agenzia, fanno sapere.

Lucera

È prevista per venerdì 3 agosto l’ennesima conferenza di servizi per l’autorizzazione per il nuovo impianto di compostaggio anaerorobico dell’ex Bioecoagrim, oggi Maia Rigenera, partecipata da Fortore Energia. La ditta, alla presenza di Confindustria, ha accettato di star chiusa d’estate, quando appestava le comunità di Lucera e Foggia con la sua puzza, anche in vista di un possibile ok dalla Provincia. Un via libera, che stenta ad arrivare.

Rispetto alle condizioni iniziali della richiesta della ditta, il mercato del compost è molto mutato. Tra qualche anno comincerà a sorgere il problema di un prodotto che si vende poco e che non serve poi tanto all’agricoltura. Il ricavo vero e sonante, in un mercato gestito solo dai privati, in cui però l’avvocato Gianfranco Grandaliano presto dovrebbe introdursi con i suoi impianti pubblici regionali, di cui uno a Foggia, è dato solo dall’ingresso delle tonnellate di umido e non certo dalle vendite del compost, disseminato nelle campagne, grazie all’ausilio di agricoltori compiacenti. Insieme a questo nodo ambientale e di business, è cresciuta anche la sensibilità nei confronti degli impianti anaerobici, che comportano la produzione di biogas. Tali strutture hanno una parte di output che necessariamente rappresenta uno scarto e che non può che finire in discarica.

Il Comitato Lucera Non Tace, che si impegna per la tutela dell’ambiente e della salute pubblica, avanza più di un dubbio al sindaco Antonio Tutolo, che già nei giorni scorsi aveva dato il suo secco no all’Ager dopo la richiesta di sos dei Comuni che inviano l’umido al Nord, con la chiusura dell’impianto Maia Rigenera.

“L’impianto di Ripatetta della Maia Rigenera ex Ecoagrim sarà tra i più grandi d’Italia e il più grande in Puglia. Noi Cittadini abbiamo il diritto di capire le scelte operate dall’Amministrazione Comunale, e se queste risolveranno il problema di Lucera, e non di altre Province o addirittura Regioni confinanti, che avrebbero come unico risultato il guadagno di pochi a danno dei molti (i Lucerini)”, hanno scritto in un criptico comunicato stampa quelli del comitato svevo.

Il sindaco ha risposto prontamente con un video diventato virale. “Per 10 anni abbiamo subito esalazioni maleodoranti. Non una sola discarica è stata autorizzata in tutta la provincia in questi anni”, ha spiegato in esordio.

Aerobico o anaerobico? Tutolo, annunciando parere sfavorevole al tavolo provinciale e anche la possibilità di un referendum, attacca i suoi oppositori. Dal neo comitato al coordinatore dei Fratelli d’Italia Ettore Orlando, che, dice, “da sempre è stato paladino della Bioecoagrim e ora si scopre ambientalista”.

“C’è un fantomatico gruppo di ambientalisti in erba, che pur avendo fiancheggiato le autorizzazioni per anni- gente che si ricicla e scalpita e non vede l’ora di andare a Palazzo Mozzagrugno- sta strumentalizzando le paure e instillando il dubbio che questo impianto di biocompastaggio provochi  tumori, terremoti e frane. Come Comune dovrò esprimere un parere, la mia idea era di dare parere favorevole.Porrò delle condizioni: che l’impianto sia anaerobico e che non ci sia la possibilità che il vecchio impianto possa andare in sostituzione col nuovo se dovesse fermarsi. Non possono funzionare entrambi, quello vecchio deve cessare, può lavorare solo il digestato del nuovo impianto, ma non la matrice fresca. Tutta la lavorazione dovrà essere confinata al chiuso. Dallo scarico della merce al prodotto finale”, ha rimarcato nel suo video messaggio lungo 20 minuti.

Vieste

Bello il Pizzomunno e magnifica la serata con Max Gazzè, ma il Comune garganico rischia la sanzione dalla Comunità europea per la sua discarica in piena Foresta Umbra, in Landa la Serpe, estesa oltre 30mila metri quadri dei quali oltre 25mila sono stati destinati, da anni, a discarica, ormai esausta e arrivata ad un livello di pericolosità estremo.

Per anni i lavori di caratterizzazione sono stati fatti in altezza, producendo una vera e propria montagna. Il Comune ha chiamato di recente dei tecnici per un sopralluogo e ha partecipato, grazie alla proroga concessa dalla Regione Puglia, all’avviso per la presentazione di domande di finanziamento di interventi per la bonifica di aree inquinate, nell’ambito del P.O.R. PUGLIA FESR FSE 2014-2020. ASSE VI – Azione 6.2

Tags: AsipuMaia RigeneraSiaVieste
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