Le opposizioni, senza più Mainiero, cominciano a fare sul serio. “Solo annunci da Landella e Lega”

Minoranza abbandona l’aula, per la mancata inversione dei temi all’ordine del giorno. I consiglieri hanno spiegato il motivo del loro gesto in una conferenza stampa estemporanea

In seconda convocazione l’amministrazione Landella ha approvato i debiti fuori bilancio, ma le opposizioni hanno deciso di abbandonare l’aula, per la mancata inversione dei temi all’ordine del giorno. I consiglieri Nicola Russo, Pasquale Cataneo, Paolo Citro, Augusto Marasco, Alfonso de Pellegrino, Marcello Sciagura, Vincenzo Rizzi e Giuseppe Pertosa hanno spiegato il motivo del loro gesto in una conferenza stampa estemporanea. Assenti Rosario Cusmai, Pasquale Russo, Raimondo Ursitti e Luigi Buonarota. Se n’è andato invece Giuseppe Mainiero.

“Avevamo proposto di invertire gli ordini del giorno, anticipando la discussione su biostabilizzatore, Ataf, canadair e nodo intermodale, ma in aula emergono sempre delle discrasie. Rispetto alla lealtà delle conferenze dei capigruppo, in aula si fa il contrario”, hanno illustrato gli eletti.

Il contratto di servizio di Amiu che avrebbe dovuto essere siglato entro il 31 luglio, le novità del Gino Lisa, il Piano Sociale di Zona, la cui posizione da parte delle opposizioni non era aprioristicamente “contro”. Tanto il materiale rimasto insoluto.

“Fa specie che chi ha avuto parole dure sul Psz sia rimasto in aula, in conferenza avevamo deciso che se ne sarebbe discusso tra il 3 e il 6 agosto, salvo poi scoprire il blitz – ha spiegato il capogruppo dem Augusto Marasco -. Vigiano è rimasto in aula, dopo il conciliabolo col sindaco. Si vede che il centrodestra ha una crisi di identità, ci abitueremo a questo scenario da campagna elettorale, ma vogliamo ribadire che questa minoranza continuerà nel suo ruolo di opposizione, stigmatizzando il ruolo del presidente del consiglio, che ha condotto i lavori al rallentatore, nella logica di guadagnare tempo, per raccattare le presenze di Cassitti, De Martino e Clemente. Il ruolo del presidente dovrebbe essere super partes, molti accapo sono stati votati anche da lui, che avrebbe fatto bene ad astenersi per una maggiore imparzialità”.

Nelle mozioni da discutere oggi c’erano alcuni temi importanti, ha aggiunto de Pellegrino: il regolamento della sosta, che per la finanziaria 2016 avrebbe dovuto già essere con carte prepagate e il caso Enel Open Fibra, ce utilizzerà il sottosuolo del Comune a costo zero. “Noi facciamo opposizione dicendo le cose, non le urliamo al vento, come qualche consigliere di centrodestra dissidente ha fatto per 4 anni e che adesso è ritornato all’ovile. È chiaro che si appresterà a votare un Landella bis”, ha osservato polemicamente il giovane piddino riferendosi al collega Giuseppe Mainiero, ormai non più leader delle opposizioni, ma rientrato nei ranghi di un dialogo coalizionale e sovranista.

“Sulla povertà si sono giocate tante carriere politiche – ha aggiunto Vincenzo Rizzi, ma senza una giusta empatia col Psx cosa governiamo? Le associazioni del terzo settore sono state coinvolte per dire a mamma regione che la concertazione era stata fatta e non per spirito costruttivo anche con gli eletti”.

Sulla emergenza migranti, secondo Augusto Marasco, nel Psz c’è poco o nulla. “Si fa un gran parlare del quartiere Ferrovia dove io abito, sono un residente, da 4 anni non ho visto un mediatore culturale per l’integrazione dei migranti né nel piano si individuano dei fondi per un Centro Diurno. Si va avanti con la politica degli annunci. Dal mio studio ho ascoltato tutti gli interventi leghisti della manifestazione della scorsa sera: non ho sentito una sola proposta dalla Lega, non una risoluzione dei problemi. È facile cavalcare la percezione di insicurezza, nessuno vuole disconoscere i problemi del Quartiere, ma i metodi della Lega non sono risolutivi”.

Sulla posizione di Giuseppe Mainiero è arrivata una nota del segretario cittadino dei Fratelli d’Italia Peppino Pedarra, che illustra il nuovo corso: “L’opposizione in consiglio deve essere critica verso chi governa in una dialettica costruttiva nell’interesse dei cittadini. Ma l’intervento del coordinamento cittadino di Fratelli d’Italia, ben lontano da posizioni autoreferenziali, assolve ad un dovere di natura politica. Non è più tempo di individuare nel sindaco di Foggia, Franco Landella, l’unico responsabile di questa deriva amministrativa, in quanto ciò è anche frutto di vecchie logiche di potere mai superate e tanto care a strateghi delle aule consiliari. La politica deve recuperare il ruolo centrale della vita amministrativa e deve censurare l’azione dei rispettivi rappresentanti i quali, a questo punto, finalizzano la loro azione solo nel conseguire risultati personali in un ultimo disperato attacco alla diligenza”