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Home - La botanica mondiale s’inchina al Gargano. Scoperte 4 nuove specie nell’area protetta

La botanica mondiale s’inchina al Gargano. Scoperte 4 nuove specie nell’area protetta

Di redazione
4 Luglio 2014
in Turismo
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Rami fioriti di Daphne sericea

Lo scrigno naturalistico di biodiversità del Parco Nazionale del Gargano non finisce mai di stupire. Solo lo scorso mese di marzo veniva scoperta una nuova pianta a livello nazionale, laCerinthe retorta Sibth. & Sm, mentre in questi giorni è stata comunicata al presidente Stefano Pecorella la notizia dell’ individuazione di 4 nuove associazioni (comunità di specie) di Daphne sericea che svelano altri tratti della complessa struttura del paesaggio forestale dell’area protetta.

“Ringrazio per questa scoperta in primis l’amico Biscotti per il suo inesauribile sentimento di attaccamento ed amore per il Gargano e per il suo Parco Nazionale, così come riconosco i meriti al gruppo di lavoro ed al suo coordinatore il professor Edoardo Biondi. Sono, inoltre, fermamente convinto che il Gargano ed il Parco Nazionale del Gargano, rappresentano un patrimonio di indiscutibile ricchezza per tutti quanti noi e per il nostro amato Paese: l’ Italia. Perciò, dobbiamo amare la nostra terra chiedere che tutti la rispettino e facciano quanto in loro potere per curare e proteggerla. Come riferitomi dagli stessi studiosi – afferma Pecorella -, scoprire nuove associazioni significa che il Gargano riserva valori naturalistici ancora nascosti e che vanno ben oltre la biodiversità di specie; significa realmente cominciare a comprendere su basi scientifiche la sua unicità. L’anteprima di questa scoperta è in corso di pubblicazione sul prossimo numero rivista scientifica internazionale PlantBiosystem (The Daphne sericea Vahlvegetation in the Gargano promontory (Southern Italy). La divulgazione è pertanto fondamentale e a tal fine la presidenza del Parco ha fatto suo il lavoro di Biondi, Biscotti e Casavecchia promuovendone la stampa e la pubblicazione. Questo è un lavoro con finalità divulgative che realizza una prima ma fondamentale sintesi, del complesso ma unico paesaggio forestale del Parco Nazionale del Gargano, verso il quale tutte le istituzioni e cittadini devono contribuire con investimenti ed attenzioni”. “Scoprire una nuova associazione – spiega il botanico Nello Biscotti – significa aver scoperto una composizione (in termini statistici) di specie di una cerreta o di un arbusteto che è unica e diversa da tutte le altre. si può comprendere il valore, il significato della scoperta di “nuove associazioni”, da intendersi come altri tasselli mancanti per capire come si strutturano e funzionano gli ambienti (ecosistemi)”.

L’associazione è da considerare, dunque, un puzzle di un mosaico che si sta cercando di costruire; la particolarità del Gargano che i puzzle sono tanti e in diversi casi unici ed esclusivi, da procedere all’istituzione anche di nuove alleanze; di qui il valore di queste nuove associazioni che se da una parte aiutano a costruire il mosaico, dall’altra svelano sempre più nuovi valori del paesaggio vegetale, che si rivela sempre più la straordinaria risorsa del Parco del Gargano. Le “scoperte” in questione sono emerse nello studio dei boschi che interessano il quadrante sud-occidentale, più caldo, del Gargano (territorio di Mattinata-Riserva Monte Barone). I boschi indagati sono sorprendentemente segnati, da quelli più mesofili a quelli più caldi, da un arbusto che solo qui è presente nel Gargano.

Tags: botanicaCerinthe retorta Sibth. & SmDaphne sericeaNello BiscottiParco del GarganoPugliaStefano Pecorella
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